Grandi elettori veneti, il totonome per il Quirinale. Dalla Regione al voto Zaia, Ciambetti, Possamai

Il consiglio regionale voterà i tre rappresentanti da inviare a Roma martedì 11. Ecco intanto cosa dicono i parlamentari veneti sul futuro Capo dello Stato

Sabato 8 Gennaio 2022 di Alda Vanzan
Zaia, Ciambetti e Possamai grandi elettori per il Quirinale
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VENEZIA - Per qualcuno sarà un debutto, e l'emozione è palpabile ché non capita a tutti di eleggere il presidente della Repubblica italiana. Per altri sarà addirittura la terza volta: il Napolitano bis nel 2013, Mattarella nel 2015, adesso si vedrà chi. Tutti abbottonati, tutti ligi alle direttive di partito anche se le direttive ancora non ci sono. A due settimane dalla prima chiama per l'elezione del Capo dello Stato, i grandi elettori veneti si sbilanciano su un solo dato: la prenotazione del volo o del treno per essere lunedì 24 gennaio, puntuali, alle 15, a Montecitorio.
Saranno 1009 i grandi elettori chiamati ad eleggere il capo dello Stato: 321 senatori, 630 deputati e 58 delegati regionali, tre per ogni Regione ad eccezione della Valle d'Aosta che ne ha uno (il consiglio regionale del Veneto li nominerà martedì, in pectore i leghisti Luca Zaia e Roberto Ciambetti per la maggioranza, il dem Giacomo Possamai per l'opposizione). Nelle prime tre votazioni per essere eletti occorre il quorum dei due terzi dell'assemblea, vale a dire 673 voti, dal quarto la maggioranza assoluta, 505. Al momento nessuno schieramento ha i numeri per riuscire ad eleggere da solo il presidente.

LE VOCI

Il dettaglio da tenere presente è che il presidente della Repubblica è eletto a scrutinio segreto, ogni grande elettore scriverà su una scheda il cognome. Dio ti vede, Stalin no, sorridono, sornioni, i vecchi del Parlamento, ricordando uno slogan della fu Democrazia Crsitana nel 1948, eppure attualissimo. Della serie: non c'è direttiva di partito che tenga, può capitare di tutto. Le ipotesi sono molteplici. Uno: Mario Draghi al Quirinale e un tecnico (l'attuale ministro dell'Economia Daniele Franco oppure il ministro della Giustizia Marta Cartabia) a Palazzo Chigi. Due: bagarre totale ed elezione di un esponente del centrodestra a partire dalla quarta chiama (e qui gli unici davvero preoccupati che possa essere Silvio Berlusconi sono quelli del centrosinistra, come se nel centrodestra ci credessero davvero poco). Tre: Draghi resta a Palazzo Chigi e si vota un tecnico (Cartabia?) al Quirinale. Quattro, ed è l'opzione che, sottovoce, in tanti caldeggiano anche perché risolverebbe un sacco di problemi: mandato bis di Mattarella, come avvenne nel 2013 con Napolitano, così Draghi resta a Palazzo Chigi, non si torna a votare, la legislatura prosegue fino al 2023 e i parlamentari, checché ne dicano i partiti, sono tutti contenti.

COSA DICONO

Michele Zuin, coordinatore regionale di Forza Italia: «Il nostro candidato è Silvio Berlusconi e spero che il centrodestra lo supporti fin dall'inizio. Se c'è la convinzione sincera di tutto il centrodestra ci sono buone possibilità. Non vorrei che si esponesse il presidente a episodi alla Prodi tipo sette anni fa, non se lo meriterebbe».
Luca De Carlo, senatore, coordinatore veneto di Fratelli d'Italia: «È la mia prima volta come grande elettore e se penso che in questa legislatura ho fatto prima il deputato e poi il senatore, mi verrebbe da dire che potrei anche candidarmi a Capo dello Stato, ma non ho ancora 50 anni. Battute a parte, la nostra prima opzione è un uomo di centrodestra, se ci fossero i numeri Berlusconi senz'altro, ma se non andasse in porto allora c'è il piano B. Draghi? Ad una condizione: tornare subito alle urne. Dipendesse da me? Un sindaco».
Alberto Stefani, deputato, commissario veneto della Lega: «È la mia prima volta come grande elettore, è un appuntamento importante per la vita del nostro Paese. Chi voteremo? La decisione spetta al segretario federale Salvini, ma lavoriamo per un presidente di centrodestra».
Antonio De Poli, senatore questore, presidente dell'Udc: «Per me non è la prima volta, ma è sempre emozionante, l'elezione del presidente della Repubblica è una scelta importante per il nostro Paese. Chi sceglieremo? Il centrodestra si riunirà la settimana prossima, la prima indicazione è su Berlusconi, se questa sarà la decisione sicuramente lo voterò».
Davide Bendinelli, deputato, coordinatore veneto dei renziani di Italia Viva: «Personalmente sono emozionato, è la mia prima volta come grande elettore. Chi voteremo? Mi attengo alle decisioni del partito». Sara Moretto, deputato di Italia Viva: «L'esperienza mi dice che i nomi che escono ora non valgono, la quadra si trova all'ultimo. Personalmente? Di sicuro non Berlusconi, è un uomo di parte».
Nicola Pellicani, deputato del Pd: «Per la prima volta sarò un grande elettore e, sì, sono emozionato, è un momento importante per il nostro Paese. Stiamo cercando una soluzione unitaria, questo non è il momento delle candidature di bandiera. Berlusconi? No, è divisivo». Roger De Menech, deputato del Pd: «Per me è la terza volta, ma è un momento sempre molto solenne. Nomi? Assolutamente no a Berlusconi. Al di là del nome, il candidato deve essere di una statura politica e di una integrità inattaccabile. Il tema di genere esiste. Di sicuro il premier Draghi va coinvolto nel ragionamento politico».
Orietta Vanin, senatrice del M5s: «È la mia prima volta, ma non sono per nulla emozionata, fa parte del ruolo che ricopriamo. Le valutazioni sono in corso, dico solo che il candidato proposto dal centrodestra preferisco pensarlo come presidente di una squadra di calcio».
Silvia Benedetti, ex M5s, deputata del gruppo Misto: «Draghi al Quirinale? No, non è un supereroe, continui nel suo ruolo a Palazzo Chigi, non siamo alle poltrone girevoli». Alvise Maniero, ex M5s, deputato del gruppo Misto-Alternativa: «Più che emozionato mi sento preoccupato: vorrei vedere al Quirinale una persona che difenda la Costituzione, mentre vedo competere figure che da 30 anni han fatto a gara a tagliare i diritti ed i servizi dei cittadini in ossequio alle richieste europee, primo di questi Draghi. I nomi circolati finora non li voterò».

Ultimo aggiornamento: 15:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA