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Scoppia la guerra delle gondole: atto d'accusa dei "sostituti" contro Comune e titolari delle licenze Il documento

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Tomaso Borzomì
Esplode la guerra delle gondole a Venezia
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VENEZIA - Putiferio sull’associazione gondolieri. Le accuse di “nero”, “mancati pagamenti di tasse” e, da ultimo, “la conduzione familiare” che sa di nepotismo arrivano proprio da dentro, cioè dal comitato Sostituti gondolieri. Nessuno si espone singolarmente, ma il comitato fa passare un duro atto d’accusa, non nuovo a dire il vero nella sostanza, ma pesantissimo nei toni.

Il macigno scagliato verso Comune e bancali riguarda la legalità: «Denunciamo ingiustizie e illegalità da parte dell’amministrazione comunale e dell’associazione gondolieri». Un attacco forte che parte dal passaggio delle licenze di padre in figlio: «La conduzione famigliare fortemente voluta si sta evolvendo in presa in giro per tutta la cittadinanza e i sostituti stessi. In pratica si dà la possibilità ai figli, generi, nuore, nipoti, pronipoti, zii, cugini e figli adottati all’ultimo momento, di entrare a conduzione famigliare».

Ripercussioni anche per la città, secondo il gruppo, perché «chiunque non abbia un grado di parentela anche lontano con gondolieri, deve trovarsi un altro lavoro». Mentre per i sostituti: «i più anziani devono trovare un altro lavoro, magari dopo venti o più anni di attività con partita Iva». Non manca anche una sferzata alle decisioni prese dal Comune: «L’amministrazione, ovviamente d’accordo con la categoria gondolieri, non fa nulla per fermare tutto ciò. Anzi, li aiuta pure a far entrare altri sostituti». 

C’è poi il problema del costo per diventare “titolare”. «Per ovvi motivi la licenza la può comprare solo chi si può permettere di spendere la favolosa cifra di 500mila euro, (quando entreranno altri cento sostituti la licenza potrà arrivare a 700mila) ovviamente tutto in nero». I sostituti chiedono anche una revisione delle concessioni: «L’amministrazione ha permesso ai gondolieri di occupare tutte le rive disponibili a Venezia. Rive peraltro chieste dall’associazione sostituti tramite l’ex rappresentante dei sostituti gondolieri (ora anche lui stesso ignaro di tutto), ma negate all’istante perché incoerenti col traffico acqueo».

Al Comune si imputa anche la creazione di condizioni per una evasione fiscale da parte dei sostituti, con un’attenuante: «O mangi o paghi le tasse, almeno quelli che non lavorano più grazie al numero spropositato di sostituti presenti nell’organico».  Gli stessi esponenti dell’associazione sostituti offrono anche un quadro di quanti siano i “non titolari”: «I sostituti presenti a fronte di 426 licenze sono più della metà, circa 300 più altri 60 in arrivo. Sono state deliberate sette licenze, peraltro già in organico nel nuovo regolamento comunale gondola 2021, ma sono ancora in qualche cassetto».

Ulteriore nodo è la capacità effettiva di condurre l’imbarcazione, fattore che infastidisce ancor di più i sostituti: «Titoli ottenuti con prove di voga orribili, dove qualcuno ha rotto il ferro da prua e altri sono andati a sbattere ovunque. Tutti promossi, ci mancherebbe». Il malessere porta gli stessi a denunciare anche la presunta evasione: «Le rive occupate permettono ai gondolieri di lavorare quasi tutti i giorni dichiarando all’Agenzia delle Entrate meno di 200 giorni all’anno». Ricatti a cui i sostituti devono sottostare: «Fanno figurare la presenza del sostituito a regime pieno, anche per l’Agenzia delle entrate, ma in realtà sono giornate di festa. Quelle di lavoro, quelle belle redditizie le fanno eccome, ma per il fisco sono fantasmi, accollando tutte le spese di gestione della gondola al sostituto. O così o non lavori più».

Gli stessi lamentano anche un tentativo di strozzare la loro voce: «Con l’ultimo rappresentante dei sostituti è stata fatta una black list dove si intimava a tutti gli stazi di non far lavorare chi avesse firmato per la nascita dell’associazione sostituti e la cosa ha funzionato. Molti hanno tolto la firma a lavori in corso per paura di ritorsioni». Per tutti questi motivi, i sostituti chiedono che sindaco e agenzia delle entrate indaghino sulla situazione «a dir poco disonesta» e «rifare gli esami alle conduzioni famigliari già presenti anche con la stampa e di bloccare il tutto, ricominciando l’iter con l’associazione sostituti e con l’ex rappresentante (se fosse disponibile) o con chi volesse continuare». 

 

Ultimo aggiornamento: 09:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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