Giacomo Regazzoni, mercante, così creò l'impero dell'uvetta

Lunedì 14 Settembre 2020 di Alberto Toso Fei
Giacomo Regazzoni ritratto da Matteo Bergamelli
Giacomo Ragazzoni (1528-1610)

mercante, re dell'uva passa


Se gli inglesi mangiano da molti secoli il pudding e il plum cake, dolci nei quali l'utilizzo dell'uva passa è preponderante, lo devono a un veneziano; un (allora) giovane mercante che prese le redini dell'azienda di famiglia e costruì un impero economico e commerciale sul monopolio dell'uvetta. Giacomo Ragazzoni, che era nato a Venezia l’8 marzo del 1528 da Benedetto e da Elisabetta Ricci in una famiglia originaria di Valtorta (nella Val Brembana), non era il primogenito, ma doveva essere il più sveglio della nidiata visto che il padre decise di inviarlo a Londra nel 1542 – non ancora quindicenne – a curare gli affari della casata (che a Venezia, tanto per dire, assieme a diversi altri immobili possedeva un intero palazzo a Cannaregio).

E il rampollo non smentì le attese: si fece introdurre a corte dagli ambasciatori veneziani, partecipò all'incoronazione e alle nozze di Maria Tudor con Filippo d'Asburgo (ottenendo l'onore di inserire la rosa dei Tudor nel suo stemma araldico) ma soprattutto lavorò per il suo futuro. Tornò a Venezia solo nel 1558, alla morte del padre; era oramai un uomo fatto e finito, ma soprattutto un mercante scaltro e introdotto negli ambienti che contavano (aiutato anche dal fatto che nel frattempo il fratello Vettor era diventato cameriere d'onore di Giulio III). La Serenissima non aveva peraltro esitato a utilizzarlo come informatore da Londra. Approfittò dunque della lunga esperienza maturata e dei suoi contatti per accrescere le capacità commerciali di famiglia e fece subito varare tre navi – la Ragazzona, la Giustiniana e la Vergi – in grado di raggiungere Londra e Anversa partendo da Costantinopoli con grandi carichi di merci.

Fu proprio per i suoi trascorsi e per le nuove conoscenze acquisite nella capitale ottomana che qualche anno più tardi – nel 1571, alla vigilia della conquista di Famagosta e all'antivigilia della battaglia di Lepanto – gli fu affidato (più o meno ufficiosamente) l'incarico di contenere l'avanzata turca a Cipro. Ragazzoni partì, incontrò, discusse, tessé e lavorò per la pace e per la Repubblica. Ma quando il papa si accorse che la Serenissima stava tentando degli accordi autonomi con il sultano dovette mollare l'osso, mantenendo comunque ottimi rapporti con la Sublime Porta: Selim II lo lasciò partire senza ostacolarne il ritorno, Venezia gli concesse per mano del doge Sebastiano Venier – assieme al fratello Placido – il feudo di Sant'Odorico, vicino a Sacile, e in tal modo la famiglia si garantì il diritto di sedere fra i castellani del parlamento del Friuli.

Nel frattempo Giacomo Ragazzoni si era sposato da tempo (era il 1561) con la vicentina Piccabella Pagliarini, dalla quale aveva avuto tre figli e dodici figlie (di cui tre morte praticamente in fasce). Aveva avuto anche due figli naturali durante gli anni trascorsi a Londra.

A Sacile comprò nel 1573 – per trentamila ducati – un palazzo sontuoso, ancora esistente, che presto iniziò a completare con un vasto insieme di terreni e altre proprietà. Ragazzoni era potentissimo e tutto sommato una persona stimabile, che si era arricchita col suo lavoro e aveva ben lavorato per la Serenissima: durante la crisi di Cipro aveva messo a disposizione le sue navi per la difesa della Repubblica, e ora quelle stesse navi viaggiavano instancabilmente tra Costantinopoli e i porti del nord Europa, trasportando spezie, alimenti ma soprattutto tonnellate di uva passa, che non a caso si chiama ancora oggi “sultanina”.

Rimasero peraltro incessanti anche i rapporti internazionali di altissimo livello: il 13 luglio 1574 ospitò nel suo palazzo di Sacile Enrico III di Francia, già re di Polonia, nel suo tragitto verso Parigi. Il sovrano gli concesse di aggiungere due gigli allo stemma che così affianca al fiore dei Tudor anche quelli dei Valois. Nel 1581 Giacomo Ragazzoni ospitò anche l'imperatrice Maria d'Austria. Il palazzo conserva memoria di tutto ciò: il salone principale mostra un ciclo di affreschi che ritrae gli episodi principali della vita di Giacomo Ragazzoni, dalle missioni diplomatiche ai contatti con i membri delle case reali.

Il re dell'uva passa si ritirò dagli affari nel 1599, godendosi undici anni di meritato riposo facendo il nonno dopo aver concluso diversi matrimoni per le figlie con membri di case patrizie veneziane (fra gli altri Trevisan, Ranier, Foscarini, Contarini, Barbarigo). Morì a ottantuno anni a Venezia, il 18 gennaio 1610. Ultimo aggiornamento: 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA