«Via il libro gender dalla biblioteca»: la Lega contro l'orso che cambia sesso

Mercoledì 6 Novembre 2019 di Melody Fusaro
L'ingresso della biblioteca comunale di Spinea, affacciata su via Roma
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SPINEA (VENEZIA) - «L’importante è che siamo amici». Questo il titolo del libro che secondo la Lega di Spinea nasconde un’insidia: quella dell’indottrinamento dei bambini alla “filosofia gender”. Un tema di qualche anno fa che ritorna, con una mozione che sarà discussa lunedì in consiglio comunale, su iniziativa della Lega di Spinea che chiede al sindaco Martina Vesnaver di rimuovere dalla biblioteca comunale il volume “L’importante è che siamo amici” della scrittrice Jessica Walton: «Il testo - si legge nella mozione che ha come primo firmatario il giovane leghista Marco Boldini - propone appunto la normalizzazione del cambio di genere nei bambini in tenera età. Chiediamo al sindaco di farsi portavoce nell’Unione dei Comuni con gli altri sindaci per attivarsi nel bloccare la diffusione di questi testi».
 
FAMIGLIA TRADIZIONALE La mozione riassume il punto di vista ben noto della Lega sul tema della “famiglia tradizionale”. «L’unico luogo dove il nuovo totalitarismo magnificato dalle sinistre può essere arginato è rimasto la famiglia, diventato il nemico numero 1 dell’ideologia progressista volta ad annullare le differenze tra i sessi, a rendere inutile il ruolo di padri e madri, trasformandoli in genitore 1 e genitore 2. Si sta dunque fortemente spingendo per trasformare in normalità avere due genitori omosessuali e comprare i bambini tramite la terribile pratica dell’utero in affitto». «La Lega insorge di fronte alla teorizzazione della fluidità del sesso e all’affermazione che ciascuno, a seconda della situazione psicologica, possa scegliere di volta in volta la propria identità».
Si citano le decisione della provincia di Trento e della Regione Lombardia contro la cosiddetta “teoria gender”, e anche il Comune di Venezia. Va ricordato però che il sindaco Luigi Brugnaro e la sua giunta avevano fatto rimuovere i testi dalle scuole lasciandoli però a disposizione degli insegnanti proprio nelle biblioteche per i ragazzi, facendo prima analizzare i testi da un’apposita equipe psicopedagogica.
LE PAROLE DEL SINDACO Il sindaco Vesnaver però è orientata a una soluzione di compromesso: «Domani (oggi, ndr.) abbiamo riunione di maggioranza per decidere. Quel libro parla di diversità ed è un concetto che per i bambini è naturale, quindi proporrò che venga spostato dalla sezione dei piccoli e collocato in quella riservata ai ragazzi più grandi». Soluzione che, già nella serata di ieri, sarebbe stata condivisa dal gruppo del Carroccio. Il sindaco non ha ancora letto il testo in questione, forse lo farà prima del consiglio comunale. Questa la trama del racconto, così come la raccontano i rivenditori online: Errol e il suo orsacchiotto Thomas sono grandi amici. Una mattina, però, Thomas è triste, e su insistenza di Errol trova il coraggio di confessargli ciò che, teme, segnerà la fine della loro amicizia: “In fondo al cuore, io mi sento non Thomas, ma Tilly”. La risposta di Errol, a questa rivelazione, dà il titolo: “Non mi importa se sei un orsacchiotto maschio o femmina: ciò che conta è che siamo amici”. Età di lettura, si specifica: dai 6 anni.
L’OPPOSIZIONE L’ex assessore alla Cultura, Loredana Mainardi, si dice sconvolta: «Non esiste in biblioteca una sezione dedicata ai libri gender. Ci sono dei libri in cui si parla di diversità, di ogni tipo. Il volume che la Lega classifica come “gender” ha l’obiettivo, all’interno di un progetto che noi avevamo condiviso non solo come politici ma anche con educatori e bibliotecari, di garantire in una biblioteca pubblica un maggior numero di voci, comprese quelle sull’educazione al rispetto delle differenze. Un percorso riconosciuto a livello nazionale che ha avuto riscontri positivi dagli utenti della biblioteca e i docenti di Spinea». L’opposizione, con Giovanni Litt, preannuncia battaglia in consiglio comunale ma la Lega ha i numeri e il libro, quindi, rischia come minimo di essere spostato. Intanto sui social c’è chi già organizza un flash mob “contro la censura”. Ultimo aggiornamento: 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA