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Niente gattile a San Giuliano, il Comune fa retromarcia e cancella il progetto

Giovedì 9 Giugno 2022 di Fulvio Fenzo
Il progetto del nuovo gattile poi annullato
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MESTRE - Il Covid si è portato via pure il gattile. Il Comune di Venezia ha infatti deciso di spostare a data da destinarsi la realizzazione del rifugio per i felini che, nel febbraio del 2020, era stato annunciato dallo stesso sindaco Luigi Brugnaro sul suo profilo Facebook con tanto di rendering dell'oasi che sarebbe stata realizzata a fianco del nuovo canile di San Giuliano. C'erano perfino i soldi: un milione e 200mila euro messi a bilancio con l'obiettivo di partire con i lavori non appena fosse finito il canile. Ed ora, che il canile è stato aperto, si scopre che il progetto non è mai andato avanti e che, almeno per ora, non ci sono grandi speranze di farlo ripartire.

DOCCIA FREDDA
La doccia fredda è arrivata nel corso di due incontri che il consiglio direttivo della Dingo - l'associazione che gestisce il gattile comunale di Malamocco - ha avuto prima con l'assessore all'Ambiente Massimiliano De Martin e poi con il direttore generale del Comune, Morris Ceron. «Ci hanno detto che non c'era nessun impegno dell'amministrazione sulla realizzazione del primo gattile per la terraferma - spiegano dalla Dingo - e che non c'erano nemmeno somme disponibili per il progetto. Come se ci fossimo inventati tutto».
Ma la Dingo non si era inventata davvero nulla, visto il post di due anni fa del sindaco Brugnaro e gli atti della commissione comunale del 20 gennaio 2020 nella quale il dirigente comunale Mario Scattolin aveva illustrato il progetto di fare il rifugio per i felini a lato del nuovo canile e vicino alla struttura del servizio veterinario dell'Ulss 3, «con un'ipotesi di spesa già messa a bilancio per un milione e 200mila euro. Dobbiamo solo incaricare un progettista». E sempre in quella commissione l'assessore De Martin, parlando di un censimento di duemila gatti randagi e 400 colonie nel territorio, aveva aggiunto che «questa amministrazione ha sempre realizzato le cose messe a bilancio».
Se per il canile è andata bene (anche se con notevoli ritardi rispetto alla tabella di marcia, visto che doveva essere pronto un anno prima), per il gattile tutto si è fermato. «L'intenzione resta, ma la pandemia ci ha costretti a rivedere le priorità - dicono ora da Ca' Farsetti -. Nel nostro piano di investimenti ci sono sempre 1.215.000 euro per il gattile, ma tutto slitterà di qualche anno. Il canile è andato avanti, ma quella era un'opera che non si poteva mettere da parte».

L'INTITOLAZIONE
I gatti, dunque, dovranno aspettare. Ma l'altra cosa che ha lasciato l'amaro in bocca alla Dingo e ai tanti volontari che si occupano dei gatti dalla terraferma alle isole, è stata l'intitolazione del canile a Silvana Tosi, l'assessora alla Sicurezza morta prematuramente nel novembre scorso. «Silvana amava gli animali, ma soprattutto i gatti - ricordano i volontari -. Per la realizzazione del primo gattile in terraferma ha lottato per anni al nostro fianco, perché quello di Malamocco è davvero troppo distante. Più che dedicarle il canile, il Comune avrebbe dovuto realizzare questo suo sogno».
 

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