Coppia di amanti, entrambi sposati, fanno l'amore sulla spiaggia. Ma lo zio del marito filma tutto

Sabato 22 Ottobre 2022
CAORLE La spiaggia della Brussa, fuga d'amore scoperta dallo zio di lui
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CAORLE - Gli ingredienti per la storia dal sapore boccaccesco ci sono tutti: una coppia di amanti (entrambi sposati) che fanno l’amore in una spiaggia che è diventata meta dei nudisti e vengono pizzicati da una delle poche persone che non doveva passare di là.
 

IN TRIBUNALE
Anche se non si conosce cosa sia accaduto alle rispettive famiglie si sa cosa è accaduto alla temporanea coppia, che è stata denunciata per atti osceni in luogo pubblico e la loro vicenda è stata oggetto di istruttoria da parte della Procura della Repubblica di Pordenone (competente per territorio) prima di arrivare in Tribunale.
Ieri si è svolta la prima udienza, di fronte al giudice Piera Binotto e per il fatto che fosse transitata per un’aula giudiziaria, la vicenda è diventata di dominio pubblico prima a Pordenone e poi nel Veneto Orientale.
Inutile chiedersi chi siano le persone coinvolte, ma la parte curiosa sta nel come i due amanti erano stati scoperti.
 

IN SPIAGGIA

I due si scambiavano effusioni spinte sull’arenile della Brussa in un luogo accessibile a tutti, anche se è vero che in quella giornata lì sembrava non passasse nessuno. Sfortuna ha voluto che proprio nel momento topico passasse lo zio del marito di lei. Un passaggio, quello, pare avvenuto per pura casualità, ma che ha avuto enormi ripercussioni sulla vicenda.
L’uomo, quando ha riconosciuto almeno una delle due persone, si è messo a filmare la scena con l’aiuto del suo smartphone. Tutto, ma proprio tutto. E poi quei files sono arrivati alla Procura di Pordenone passando per le forze dell’ordine alle quali era stata sporta la denuncia.
 

FILMATI E IMMAGINI
Al di là che il processo finisca con una condanna o meno per gli amanti, resta da capire se gli elementi di prova (le numerose immagini ricavate dai filmati del parente) saranno visionati o meno.
Da un punto di vista giuridico, infatti, il reato di atti osceni è un delitto di pericolo, nel senso che non è necessario che qualche estraneo abbia assistito all’amplesso, ma è sufficiente che questo si sia svolto in un luogo aperto e raggiungibile potenzialmente da chiunque. Quindi, con ogni probabilità, le immagini resteranno agli atti.

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 20:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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