«Non correvo e non ero distratto il giorno in cui mia figlia morì»

Martedì 27 Marzo 2018 di Lino Perini
Federico Tasso con la figlia
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DOLO - «Adesso parlo io». Comincia così lo sfogo di un padre, Federico Tasso, 41 anni, che ha perso in un incidente stradale la figlia Lucia di appena tre anni e che, come se non bastasse quel dolore lacerante, si è visto condannare dal gup del Tribunale di Padova Domenica Gambardella per omicidio colposo e lesioni colpose senza che vi siano delle certezze assolute sulla sua condotta alla guida del veicolo Nissan Qashqai.

È quella l'auto sulla quale viaggiava la famiglia di Tasso nel pomeriggio di domenica 19 ottobre 2014, il giorno dello scontro lungo la statale Romea contro una Hyundai Tucson che proveniva in senso contrario, un incidente inspiegabile. Per la prima volta l'uomo, originario di Piove di Sacco ma residente a Dolo, accetta di raccontare l'accaduto: «Posso assicurare che non andavo a velocità sostenuta, che non ho tentato un sorpasso azzardato e che non ero distratto, non usavo il cellulare, e il seggiolino era agganciato in modo regolare.Nell'immediatezza dei fatti - spiega Tasso - il pm ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sul veicolo, ma il motore e le parti meccaniche non sono state analizzate, né sono stati scaricati i dati della centralina che avrebbero potuto rilevare l'esatta anomalia che ha causato il mancato controllo dell'auto»...
 

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