Femminicidio di San Stino, la confidenza di Pitteri all'amico: «Se non mi dà i soldi la ammazzo»

Sabato 10 Dicembre 2022 di Michele Fullin
Giuseppe Pitteri e la vittima Cinzia Luison

SAN STINO - Giuseppe Pitteri considerava un vincolo troppo stretto, insopportabile, l'amministratore di sostegno che gli era stato imposto dal Tribunale. Pare che ricevesse 50 euro a settimana per le spese personali, che ovviamente non gli bastavano a causa dei trascorsi con la dipendenza da giochi d'azzardo. A un certo punto, avrebbe confidato ad un amico davanti a un bicchiere che se la compagna non le avesse sbloccato i conti, l'avrebbe ammazzata. Una frase buttata lì, alla quale nessuno diede importanza. E che, purtroppo, si è rivelata profetica.

È una delle evidenze dall'indagine dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Carmelo Barbaro, i quali stanno passando ai raggi X gli ultimi mesi di vita di Cinzia Luison, la pluripremiata parrucchiera ammazzata con una violenza estrema dal compagno al suo rientro per pranzo nella casa in corso Donatore. I militari, su delega della Procura, hanno acquisito anche altre testimonianze ed elementi utili a far luce su ogni aspetto che possa aver fatto maturare l'efferato delitto.
Ieri, intanto, il giudice per le indagini preliminari di Pordenone Monica Biasutti non ha potuto interrogare l'indagato, in quanto risultato affetto da Covid. Così, ha convalidato l'arresto ed emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Neanche il suo difensore, l'avvocato Ettore Santin del foro di Venezia, ha potuto parlare con il suo assistito, neppure in videoconferenza. Così tutto è rinviato ai prossimi giorni. Lunedì il sessantacinquenne pensionato Actv Pitteri sarà sottoposto ad un nuovo tampone e, se risulterà negativo, l'interrogatorio potrà essere fissato entro 5 giorni.

L'ARMA DEL DELITTO
Per quanto si continui a dire che la donna è stata ammazzata a bottigliate, l'arma del delitto (o le armi del delitto) non è stata ancora individuata con certezza. È vero, è stata trovata una bottiglia sporca di sangue, ma nella casa c'erano schizzi di sangue dappertutto: dalle prime risultanze il cranio della poveretta sarebbe stato fracassato contro lo stipite di una porta e una vicina ha riferito di aver sentito rumori simili a martellate provenienti dal loro appartamento. Non resterà che attendere gli esiti dell'autopsia che il medico legale Antonello Cirnelli eseguirà martedì mattina. Qualcosa dovrebbe emergere già oggi con la Tac sul corpo della donna.

SOSTEGNO
Sempre secondo il quadro emerso dalle indagini, la situazione di tensione familiare era precipitata negli ultimi due mesi, quando era stato nominato l'amministratore di sostegno. Giuseppe, ex autista dell'Actv, accusava Luisa di avergli fatto mettere le briglie, ma in realtà era stata una delle figlie, la maggiore, a chiedere la misura dopo che si era resa conto che la situazione era a rischio. Lei avrebbe voluto che la madre denunciasse una situazione di violenze domestiche e di minacce anche pesanti, ma la donna non aveva mai voluto farlo per non mettere in cattiva luce la famiglia. Non è il primo caso in cui la donna non denuncia, né purtroppo sarà l'ultimo.
In ogni caso, Pitteri aveva puntato Luisa, anche se la figlia - che nel frattempo era andata a vivere in un altro luogo con il suo compagno - gli aveva scritto una lettera in cui sostanzialmente gli diceva che era stata lei a farlo e che l'aveva fatto per il suo bene. E, soprattutto, che la mamma non c'entrava nulla.
Intanto, la Confartigianato Imprese del Veneto Orientale ha inviato messaggi di cordoglio alla famiglia di Cinzia, associata dal 1989, che aveva portato lustro al suo territorio anche oltre i confini.

 

Ultimo aggiornamento: 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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