Giovedì 9 Agosto 2018, 09:48

Maila e il suo inferno in casa: «L'8 marzo per me non è festa»

Maila e il suo inferno in casa
Quel post, un sinistro presentimento

di Angela Pederiva (ha collaborato Diego Degan)

VENEZIA - Autopsia di un amore malato. Sezionati sul tavolo del paese e dei social, e ricomposti con il senno di un tragico poi, eccoli qua i pezzi di un rapporto tossico: le illusioni e le delusioni, i ricatti emotivi, gli alti altissimi e i bassi bassissimi, l'apparente normalità esibita in pubblico, la devastante angoscia nascosta nel cuore.

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Tutto raccontato, ma più spesso dissimulato, attraverso un diluvio quotidiano di foto, aforismi, vignette, parole. Come quelle di un anno e mezzo fa, che a rileggerle adesso suonano come un doloroso e sinistro presentimento: «Io la festa delle donne non la festeggio, per me non è nessuna festa della donna. In memoria di tutte quelle povere donne uccise da chi diceva di amarle».
 
 

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5 di 17 commenti presenti
2018-08-11 00:46:41
La situazione delle donne che denunciano mi è chiara, anche perchè ho avuto delle parenti che hanno scontato come molte altre donne l'inefficienza e, tutto sommato, la non presenza di servizi sociali adeguati.Anche la sensibilizzazione da parte delle forze dell'ordine è quella che è. Quello che mi lascia sconvolta è che questa situazione ricalca par, pari situazioni risalenti a molti decenni fa. Nel caso specifico, però, mi meraviglia che nessuno abbia messo in guardia questa donna del pericolo che stava correndo, un conto è non ricevere il manteniento e un conto è rischiare la vita. Dobbiamo farcene una ragione: a livello di tutela sociale viviamo in una nazione arretrata e bisognerà fare pressione perchè cominci a cambiare qualcosa.
2018-08-10 09:36:05
e ce chi dice che la galera li trasforma e li rende normali. ma de chè. la vori forzati a vita e basta
2018-08-10 09:15:08
@ tabitha. avevo un'amica, tra l'altro moglie di un noto imprenditore nel padovano, che era nelle condizioni di quella povera ragazza, è stata oltre 20 volte in due anni al pronto soccorso, dove addirittura un medico le disse: signora, chissà cosa ha combinato perchè suo marito la prendesse a pugni! i Carabinieri dicevano che non potevano fare nulla se lei non faceva una denuncia, ma siccome lei abitativamente ed economicamente dipendeva, insieme alla figlia di pochi anni, dal marito, non avrebbe avuto un posto dove andare ne un lavoro. gli assistenti sociali sembravano vivere su marte, gli proposero di prendersi un appartamento in affitto il più lontano possibile. e con cosa lo pagava se non aveva un lavoro? Io affrontai anche il marito, il quale mi disse che non erano affari miei! dopo due anni riuscii a convincerla a mollare tutto avendogli trovato una sistemazione con un piccolo lavoretto, fece denuncia e se ne andò. sono passati circa 4 anni, sapete quanto ha versato di mantenimento nonostante il giudice avesse stabilito un tot al mese per lei, un tot per la bambina, più il 70% delle spese mediche e scolastiche per la bambina? nulla!! e sapete cosa gli è successo? nulla! le donne che denunciano, non hanno poi nessuna assistenza, nessun supporto logistico e ne psicologico. ma se denunciano devono poi tornare sotto lo stesso tetto del loro incubo! Spero che il nuovo governo cambi queste leggi veramente da Medio Evo!
2018-08-09 17:48:46
A parte lui frustrato fino alla mostritudine, tutti quelli che sapevano cosa hanno fatto per aiutare la donna? NULLA, non la famiglia, non amici e conoscenti. Evidentemente lei si trovava in un tale stato di subalternità e soggiogamento che avrebbe dovuto essere forzata a lasciarlo. Ma lottare perchè la vittima prenda coscienza del pericolo costa fatica e procura noie, a volte pericoli perchè il mostro se la può prendere con chi vuole risvegliare la coscienza della vittima, ma, per favore, basta con frasi ipocrite del tipo "non sapevamo che la situazione fosse così grave".....
2018-08-09 15:36:15
Come si può arrivare a tanto, poi lo definiscono "uomo" non è altro che una sub quasi umano, e i giudici che lo hanno messo agli arresti domiciliari ne sono compici.