Maniero confessa: «Sì è vero, picchiavo Marta, la mia ex compagna»

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Maurizio Dianese
Felice Maniero e Marta Bisello
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BRESCIA - Solo e povero. Lui, il bandito che secondo la leggenda era costretto a scappare a gambe levate, inseguito dalle gonnelle. Lui, il boss che in un pomeriggio di shopping spendeva senza battere ciglio 20 milioni di lire. Sì, proprio lui, Felice Maniero, è solo e povero. O almeno questo è quello che vuol far credere. Di sicuro c'è che gli è rimasta solo la figlia. Con il figlio non va d'accordo. Con mamma Lucia non parla più da un bel po'. Con la sorella Noretta ha rotto da quattro anni e passa. E il cognato, Riccardo Di Cicco, lo ha addirittura fatto finire in galera. E adesso anche Marta Bisello, la compagna degli ultimi venticinque anni, che è stata al suo fianco quando era il bandito più pericoloso e più feroce, più potente e più ricco del Nordest, ma anche quando è diventato collaboratore di giustizia, la donna che gli ha dato l'ultima figlia, la sua prediletta, anche lei lo ha mollato. «Non voglio più tornare con lui. Basta» - ha detto ieri alla Corte presieduta da Roberto Spanò che a Brescia processa Felice Maniero, il boss del Nordest, per maltrattamenti in famiglia. 
LE SCUSE
«Ti chiedo scusa. Ti chiedo scusa» - ha detto più volte Maniero, il quale ha ammesso di averla picchiata, «ma mai con calci e pugni, solo qualche schiaffo, qualche spinta». Sa che non ha giustificazioni e sa che non ci sono attenuanti, anche se una la fornisce la stessa Bisello quando, assieme alla figlia, racconta che i problemi sono iniziati nel 2016, e per soldi. È il momento in cui l'ex boss della mafia del Brenta fa di tutto per recuperare almeno qualche spicciolo di quei 33 miliardi di lire 16 milioni di euro che ha affidato al cognato e che sono spariti nel nulla. Niente da fare, i soldi che non sono finiti in speculazioni sbagliate o in auto di lusso sono comunque immobilizzati in tre ville milionarie che bisognerebbe vendere con calma. Ma Maniero non ha tempo, gli servono per ieri visto che deve mantenere un livello di vita da miliardario. «Si ammetto dice Marta Bisello in aula Gioielli, macchine, vacanze». L'ultimo regalo, una Bmw bianca da 40 mila euro. Poi il disastro. Maniero è costretto a traslocare dalla villa di via Cave 2, sulle colline bresciane, in un appartamento popolare, in via Giacomo Corna Pellegrini al numero 24. Adesso lo hanno sfrattato anche dal terzo piano del condominio I platani e hanno già tolto anche il nome dai campanelli perchè la famiglia Maniero non pagava l'affitto. E andrà a finire che bisognerà dargli il sussidio e la casa popolare al bandito miliardario Felice Maniero che è riuscito a restare senza il becco di un quattrino nonostante avesse messo da parte qualcosa come 50 milioni di euro, quando si è ritirato dagli affari.
SENZA SOLDI
Possibile? Lui dice che è così. Lo confermano Marta Bisello e la figlia. Ma bisogna dare per scontato che l'unico che sa sul serio è lui e Maniero è notoriamente una volpe. Ingrigita certo, visto che ha sulle spalle 66 anni di vita e una dozzina di anni di galera, ma è difficile credere che sul serio sia rimasto senza il becco di un quattrino. E in ogni caso non possono essere certo spariti all'improvviso nel nulla i quadri della sua pinacoteca milionaria. Quel che è certo comunque è che lui adesso deve fare i conti con una sentenza di sicura condanna per maltrattamenti in famiglia che gli arriverà il prossimo 26 maggio.
I MALTRATTAMENTI
Si tratta solo di vedere se il Tribunale presieduto da Roberto Spanò crederà più a Marta Bisello o alla figlia. Perchè Maniero ha ammesso alcuni episodi e ha chiesto scusa, ma su altri le due voci sono discordanti. La figlia ha raccontato e mentre parlava papà, collegato con Brescia in teleconferenza, si è commosso che la mamma gli aveva raccontato di un paio di volte in cui lui l'aveva picchiata, ma lei non era presente. In altre due occasioni invece c'era. La prima volta si era anche messa di mezzo per dividere papà e mamma e si era beccata una spinta - dice lei un pugno sostiene la Bisello da Felice Maniero. In un'altra occasione invece Maniero aveva litigato volutamente davanti a lei perchè la figlia decidesse fra papà e mamma chi aveva ragione. Ma in aula la figlia parla di litigate furenti, «ma non tali da mandare qualcuno all'ospedale, tant'è che mia mamma non è mai andata al pronto soccorso né a me è mai parso che avesse bisogno di un medico», mentre Marta Bisello parla di calci e pugni, di violenti ceffoni e soprattutto di umiliazioni, tipo essere costretta a fare le flessioni, come sotto militare.
Di sicuro c'è e adesso è chiaro che tra Marta Bisello e Felice Maniero l'amore era finito da tempo e la botta finale, a partire dal 2016, è stata data dai soldi. Si capisce che i due si erano in qualche modo accordati sul fatto di attendere che la figlia si diplomasse e poi ognuno sarebbe andato per la sua strada. Questo aveva deciso Maniero e questo aveva subìto Marta Bisello. Che adesso invece ha maturato la decisione: Con Felice mai più. 
 

Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA