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Fasolin, chi era l'imprenditore di Sottomarina morto. La carriera e il nuovo sogno per i figli: lo Stella Maris

Lunedì 30 Maggio 2022 di D.Deg.
Fasolin, chi era l'imprenditore di Sottomarina morto

CHIOGGIA - Siderurgia, edilizia, illuminazione, sport e, da ultimo, turismo balneare. Sono tanti i settori in cui Gianluca Fasolin, si era cimentato e in tutti la cifra caratteristica della sua attività imprenditoriale era la qualità: tutto doveva essere fatto al meglio, anche se questo significava guadagnare qualcosa in meno.

Fasolin, chi era e cosa faceva

La siderurgia (il commercio di tondini di ferro per l'edilizia) è stata l'attività del padre di Gianluca, da cui hanno preso le mosse le altre iniziative della famiglia. I suoi due fratelli, Stefano e Alessandro, sono i gestori di un rinomato locale del litorale di Sottomarina, il Pepe Nero. Lui aveva diversificato in molti settori: il passaggio all'edilizia era stato, forse, il più naturale. Anche oggi, a Sottomarina, ci sono almeno due grandi complessi abitativi in costruzione ad opera sua; fino a pochi mesi fa, in società con altri imprenditori, anche di Chioggia, aveva gestito l'albergo Rosapetra, a Cortina d'Ampezzo, che ha ospitato personaggi illustri in vacanza nelle Dolomiti (Belen Rodriguez ad esempio); aveva acquisito anche una fabbrica di lampadari e investito nello sport.

Lo Stella Maris e il sogno di Gianluca

Ma l'impresa a cui teneva di più, era la Stella Maris, lo stabilimento balneare ristrutturato sul sito del parco acquatico Idrofollie. Fasolin vi era entrato, dapprima come socio, per imparare la gestione di una attività balneare e, successivamente, l'aveva acquisito per trasformarlo secondo le sue idee. Da poco, un paio di settimane, lo Stella Maris aveva iniziato a funzionare, ma l'imprenditore 52enne aveva in mente un'inaugurazione di livello, con la presenza di esponenti istituzionali locali e regionali e, soprattutto, l'aveva pensata per legare il passato e il futuro della famiglia.


Lo stabilimento comprato per i figli


Il nome del bagno, infatti, accomuna quello della suocera e della moglie (Marilisa) e lui «voleva che fosse il lavoro dei suoi due figli, Edoardo e Gianmarco racconta il fratello Stefano. Non voleva che loro fossero costretti a girare il mondo per trent'anni, come abbiamo fatto noi, che abbiamo iniziato come commercianti». Un obiettivo che perseguiva con tenacia. «Gli ho parlato, l'ultima volta, sabato sera, verso le otto e mezza ricorda ancora il fratello mi aveva detto che la bora aveva creato un po' guai e io gli avevo risposto ma sì, ci pensiamo lunedì. Invece stamattina (domenica, ndr) alle sei e mezza, era già in spiaggia. E poi è successa la disgrazia». Una figura, imprenditoriale e umana, che resterà impressa nella memoria di molti. «Io - aggiunge il fratello Stefano lo ricorderò per tutto: per il suo carattere, per l'attaccamento alla famiglia, per la volontà di fare. Per me non aveva un difetto e porterò dentro per sempre il suo esempio».

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