Nuovo hotel "dentro" gli ex gasometri, l'imprenditore: «Progetto utile alla città»

Sabato 18 Gennaio 2020 di Michele Fullin
PROGETTO Il rendering della futura area degli ex Gasometri a San Francesco della Vigna
VENEZIA Residenze di lusso oppure hotel a quattro stelle? In questo momento non si sa ancora che cosa succederà all’area dei gasometri in quanto sono in corso incontri, proposte e controproposte. Certamente, il panorama dei prossimi anni non sarà più lo stesso e nella “gabbia” dei gasometri ottocenteschi prenderanno forma due edifici circolari. La loro natura dipende solo da quello che succederà nei prossimi mesi. Ne abbiamo parlato con Ivan Holler, l’imprenditore austro-ungherese, socio della Mtk, la società che ha realizzato l’operazione degli hotel in via Ca’ Marcello. È lui il proprietario del terreno, che negli ultimi anni è passato di mano da Italgas a Veritas e poi a una immobiliare poi fallita.

Ivan Holler, quali sono le sue intenzioni per i gasometri? Recentemente alcune sue discussioni via Twitter hanno provocato malumori.
«In effetti non ho scritto molto bene in italiano quello che volevo dire. Non c’è nessun accordo con il Comune per fare un albergo e non si potrebbe neanche. La mia è una proposta in attesa di risposte. Comincio dall’inizio: ho acquistato il terreno con una convenzione già fatta per ricavare sul luogo dei gasometri un certo numero di appartamenti. In cambio c’è l’impegno a fare la bonifica del luogo, che è abbastanza impegnativa, realizzare una palestra per il vicino istituto tecnico commerciale Sarpi, costruire un nuovo ponte, ripristinare il porticciolo con 80 posti barca e aprire l’area alla cittadinanza».

La palestra però non è mai piaciuta, vero?
«In effetti, agli studenti e alla scuola non è piaciuta, perché verrebbe troppo piccola (500 metri quadrati circa) e porterebbe via luce alla scuola in quanto sorgerebbe sull’attuale cortile. Non piace a nessuno».

Poi è saltato fuori l’albergo.
«Nel 2018 ho presentato al Comune la richiesta di cambio di destinazione d’uso da residenziale ad alberghiero e come contropartita propongo di realizzare un vero e proprio palazzetto dello sport di 1750 metri quadrati in un terreno alla Celestia, quindi poco lontano, di proprietà del Comune. Un palazzetto vero, in cui sia possibile giocare a basket, pallavolo, calcetto. Con spogliatoi, servizi e una sala polifunzionale. Da quello che so, gli studenti sarebbero contenti del palazzetto che ha progettato l’architetto Luciano Parenti, autore anche del piano di recupero dei gasometri».

I frati di San Francesco un po’ meno, sembra, visto che temono che l’ombra degli edifici possa avere effetti negativi sulle loro antiche vigne.
«Ho parlato proprio oggi con i frati e mi sembrano simpatici e non di mentalità chiusa. Una volta quando c’erano i gasometri, l’ombra c’era ancora e anche con gli appartamenti ci sarebbe comunque».

Allora, perché la richiesta di fare hotel?
«Stiamo parlando di un investimento di 50 milioni per fare appartamenti, ma questi poi sarebbero certamente venduti soprattutto a stranieri che verrebbero ad abitare un paio di settimane per poi affittare il resto dell’anno a turisti. Con un risultato: nessun posto di lavoro, pochissime tasse pagate e impatto turistico sulla zona. Con un hotel investirei una decina di milioni in più, ma ci sarebbero 150-180 nuovi posti di lavoro e gli studenti avrebbero un centro sportivo bello. È chiaro che non riuscirei a fare il palasport senza ottenere l’hotel. Non ci staremmo dentro i conti».

Il cambio di destinazione spetta al Consiglio comunale però.
«Con il Comune siamo in costante contatto, ma per fare l’albergo serve soprattutto l’ok della soprintendenza all’operazione della Celestia. È un terreno a fianco dell’Arsenale coperto di sterpaglie, ma sotto ci sono resti di antichi edifici. Ho detto che sono disposto a mantenere tutto, a ricoprire le fondazioni con un pavimento di vetro e renderle visitabili, ma sto ancora aspettando. Alla fine, però, se potrò fare l’albergo sarò contento e saranno contenti anche gli studenti. Certo, qualche persona non sarà contenta, ma in ogni città c’è chi protesta. Spero di poter parlare anche con loro e riuscire a convincerli. Se non avrò il permesso, farò gli appartamenti. Quelli posso già farli. Intanto all’inizio di febbraio si inizia con la bonifica, che durerà 18 mesi. Poi serviranno due anni per costruire sia gli appartamenti che l’hotel. Occupano gli stessi spazi».
  Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 10:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA