Covid, quel reparto nel Veneziano che da inizio pandemia non si è mai "negativizzato"

Mercoledì 25 Novembre 2020
Covid, quel reparto nel Veneziano che da inizio pandemia non si è mai

DOLO (VENEZIA) - C'è un reparto ospedaliero in provincia di Venezia che non si è mai «negativizzato» dall'insorgere della pandemia: è il dipartimento Covid dell'ospedale di Dolo ( Venezia), appartenente all'Azienda Ulss 3 Serenissima, che non ha mai vissuto un giorno senza ricoveri dovuti al virus.

Si tratta di un monoblocco di tre piani oggi ad esclusivo servizio dei pazienti positivi senza tregua, nemmeno quando il 6 e il 7 agosto scorso è stato raggiunto il 'minimo storicò di tre ammalati di Covid-19 nel reparto di Medicina. I pazienti ora sono più anziani, e spesso più gravi, rispetto alla seconda ondata. L'età media è passata dai 71 anni della prima ai 75 della seconda venuta epidemica. Sono attivi 144 posti letto Covid, di cui 34 ad alta intensità e 14 semintensivi (aumentabili in caso di bisogno). Da inizio marzo a fine settembre i pazienti transitati a Dolo sono stati 354, 189 maschi e 165 femmine. L'età media dei degenti uomini è stata di 72 anni, delle donne 81 anni. Oltre all'infezione, nel 60% dei casi i pazienti avevano anche malattie cardiovascolari, nel 30% il diabete, il 20% una neoplasia, Il 7% soffriva di obesità. Dei pazienti, 97 provenivano da una casa di riposo e 47 da un altro ospedale o da una lungodegenza, il resto dal proprio domicilio. I guariti sono stati ricoverati, in media, 25 giorni prima della dimissione e hanno un'età media di 69 anni.

«Le aree Covid dell'Ulss 3, assieme alle terapie intensive, sono i reparti maggiormente interessati dalla pandemia - spiega il direttore generale Giuseppe Dal Ben - e in questa seconda ondata sono state attrezzate con strumentazioni ancora più performanti, per rispondere alle esigenze dei nuovi pazienti, specialmente quelli più gravi e complessi». A guidare l'hub sono i primari di Medicina interna, Moreno Scevola, di Pneumologia, Manuele Nizzetto, e di Geriatria, Flavio Busonera. Quest'ultimo ha anche contratto la malattia, poi si è aggiunto alla squadra dal principio della seconda ondata. Insieme gestiscono l'intero padiglione del «Covid hub», in cui l'intensità di cura sale con il salire dei piani: al secondo la Geriatria, al terzo la Medicina interna e al quarto la Pneumologia; dai letti di degenza standard del secondo piano a quelli ad alta intensità del terzo, ai letti semintensivi del quarto. Vi lavorano 28 medici specialisti, compresi i tre primari. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA