«Niente bicicletta»: disabile costretta a scendere dal vaporetto

Lunedì 30 Agosto 2021 di Gian Nicola Pittalis
foto di repertorio

VENEZIA Disavventura per marito e moglie sulla tratta Actv Chioggia Pellestrina Lido. La coppia, lei disabile costretta a muoversi con ruotino propulsore, aveva deciso di passare una giornata fuori porta, optando per una gita che fanno spesso durante l'anno, non soltanto in periodo estivo. Il marito, per seguire gli spostamenti della moglie ha una bicicletta speciale con un sellino ad hoc per alcuni problemi fisici.

Alle 9.40 sono in biglietteria per prendere il vaporetto Chioggia-Pellestrina. Il marito prende i biglietti andata/ritorno comprensivi della bici che paga un surplus. Il primo vaporetto è pieno e, nonostante la donna sia favorita nell'imbarco, decidono di aspettare la corsa successiva per una questione di distanziamento «tutt'altro che mantenuto» sottolinea. «Mio marito si mette in fila con la bici nello spazio preposto - racconta e io sosto sul pontile. Passa un'ora. Arriva da Pellestrina il vaporetto, che riparte alle 10.50. Scese le persone, l'addetto mi fa salire per prima. Lo avverto che con me c'è il mio accompagnatore con la sua bici speciale». A quel punto il Comandante dà l'ordine di non imbarcare più cicli. La moglie si rivolge al comandante: «Scusi ma il mio accompagnatore e marito, è ancora sul pontile con la bicicletta. Ho avvisato subito». Il comandante: «Può prendere la corsa seguente, e lei rimanere a bordo». La donna non ci sta: «Scherza? È il mio accompagnatore». 


BICICLETTA RESPINTA

A quel punto i presenti invitano il personale di bordo a fare uno strappo ma il capitano non sente ragioni. «Sia ben chiaro, io le permetto di salire con il suo accompagnatore, ma la bici rimane a terra. Può affittarla a Pellestrina». 
La donna è sconcertata. Spesso hanno affittato biciclette a Pellestrina ma non ne esistono con quel tipo di sellino. A quel punto la donna scende dal vaporetto inseguita dal capitano che le ribadisce di lasciare a terra la bici a meno che «Qualcuno dei presenti non rinunci per dare la precedenza alla signora che deve sentirsi colpevole per aver lasciato a terra qualcuno al posto suo». E mentre i passeggeri invitano la donna a chiamare i carabinieri, il marito straccia i biglietti sapendo della traccia del pagamento con il Bancomat. Una volta a casa la donna verifica nel sito il regolamento. Il numero di bici a bordo non è normato, ma a discrezione del capitano. 
Pronta la replica dell'Actv. «Nel merito della segnalazione riportata ci siamo scusati dell'accaduto non rilevando però alcuna irregolarità. Ogni unità è dotata di una tabella di bordo redatta dalla Capitaneria di Porto che definisce il numero massimo di cicli trasportabili. Il Capitano può disporre in merito alle attività di imbarco e sbarco per motivi di sicurezza a suo insindacabile giudizio. Al servizio di trasporto pubblico, per norma nazionale, non si applica la regola del distanziamento sociale ma quella della percentuale di riempimento rispetto al mezzo, fissata all' 80%». 
«Non credo fosse impossibile il trasporto della bici in condizioni di sicurezza. Lo spazio c'era. La partecipazione di un disabile alla vita sociale è una questione di cultura. Ma non del disabile, bensì della società», conclude la donna. 

 

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