Dipendente delle Poste muore in casa: per settimane nessuno lo riconosce

Martedì 26 Ottobre 2021 di Melody Fusaro
Municipio di Spinea
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SPINEA - Settimane di ricerche, negli uffici comunali, per trovare un parente in grado di confermare le generalità di un uomo, trovato morto nel suo appartamento. Una triste vicenda, avvenuta a Spinea, mette in luce il dramma che, soprattutto a causa dell'isolamento causato dal Covid19, tante persone stanno vivendo. A lanciare l'allarme, a inizio ottobre, erano stati i colleghi di lavoro dell'uomo, un 62enne spinetense che viveva solo in centro città. Dipendente di un ufficio postale, lavorava in modalità smart-working dal picco della pandemia. Addetto alle pratiche di backoffice, non era necessaria la presenza in sede e l'azienda, come tantissime altre, per limitare il rischio di contagio aveva deciso di utilizzare l'attività da remoto nei casi in cui tale modalità era praticabile.

A confermare la triste vicenda è il vicesindaco e assessore al Sociale Edmondo Piazzi che l'ha seguita: «All'improvviso dall'uomo non erano più arrivati segni di vita. Dopo due giorni di silenzio, i colleghi di lavoro avevano quindi provato a chiamarlo e si erano resi conto che non rispondeva e che non c'era modo di contattarlo». Dall'ufficio era quindi scattata la chiamata ai carabinieri che, non ricevendo risposta nemmeno al citofono, insieme agli agenti dell'Unione dei Comuni erano entrati nell'appartamento facendo l'amara scoperta: l'uomo era morto da un paio di giorni. Ma il caso non si è chiuso con gli accertamenti delle forze dell'ordine. Da quel momento è infatti iniziata un'intensa attività, per gli uffici comunali, con l'obiettivo di rintracciare qualcuno che potesse riconoscere l'uomo e confermarne le generalità, come da prassi. «Una triste vicenda di solitudine estrema - commenta Piazzi -. Gli uffici comunali, guidati dal responsabile del settore Baldovino Angiolelli, ci hanno messo settimane per rintracciare alcuni cugini che vivono in un'altra regione. Erano gli unici parenti: non sapevano nulla dell'accaduto e si sono messi subito a disposizione». Il Comune ha un fondo per garantire i funerali alle persone sole per le quali non si fa avanti nessuno. «Ma c'era il rischio che il corpo di questo nostro concittadino rimanesse ancora a lungo in obitorio - aggiunge l'assessore -. L'obiettivo è sempre quello di mettere tutti in condizione di avere un degno funerale».

La possibilità di rintracciare un parente, in queste situazioni, diventa importante anche perché oltre al riconoscimento e al funerale potrebbe esserci in ballo anche una pratica per l'eredità. I carabinieri stanno aspettando il nulla osta dalla Procura per autorizzare i cugini a effettuare il funerale. La speranza è che casi simili non si ripetano. «I servizi sociali seguono molte persone sole ed è molto efficace il sistema di assistenza domiciliare - conclude Piazzi -. Purtroppo però alcuni casi sfuggono perché non arrivano segnalazioni. Trenta, quarant'anni fa c'era una diversa sensibilità e tra vicini ci si aiutava. Oggi invece, al di là di questo specifico caso, c'è la tendenza a chiudersi». 


      
 

Ultimo aggiornamento: 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA