Crolla il rosone prima della messa e sfiora i fedeli, il prete: «Un miracolo»

Lunedì 8 Luglio 2019 di Alvise Sperandio
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 Un boato tremendo ha fatto sussultare i 40 fedeli provocando il panico. Ieri è crollato il rosone interno  della chiesa di Carpenedo da 15 metri: un ammasso pesantissimo di ferro, legno e vetro che si è sbriciolato a terra alla fine del volo lambendo il grande organo a canne. Davvero poteva scapparci il morto e, infatti, don Mario Ronzini, pastore di Ss Gervasio e Protasio che si apprestava a celebrare messa, non esita a parlare di miracolo.

 

Se il bilancio non è stato così drammatico, è soprattutto per via dell'orario: il rosone ha ceduto attorno alle 18.25, mentre i fedeli raccolti in preghiera nei primi banchi stavano per concludere la recita dei vespri che precede l'ultima eucarestia della giornata, in programma alle 18.30. Va da sé che qualcuno stava per entrare in chiesa proprio per assistere alla funzione e solo per coincidenza nessuno si è trovato esattamente sotto la traiettoria, perché le conseguenze sarebbero state gravissime.

Due persone avevano appena varcato la soglia e si trovavano qualche metro più avanti. Un'altra, Gianni Rigon, era giusto poco più indietro e per buona sorte è stato appena sfiorato da qualche scheggia. Medicato sul posto e poi nella vicina farmacia, non ha ritenuto necessario rivolgersi al Pronto soccorso. Con ogni probabilità a determinare la caduta del rosone è stato il vento che in quel momento si era levato per il maltempo. «Sono arrivato in chiesa per andare a messa, ma all'entrata facevo una fatica pazzesca ad aprire la porta racconta Rigon, ancora spaventato Quando finalmente l'ho varcata ho sentito un botto tremendo, per fortuna il rosone prima ha colpito la balaustra dell'organo sovrastante che in un certo senso ne ha attutito e deviato la corsa. Ho fatto tempo a spostarmi e trovare rifugio nella cappellina laterale. Poi ci siamo riparati tutti in sagrestia».
VORTICE ANOMALO
Mai, in precedenza, la struttura aveva manifestato problemi e peraltro la chiesa, una delle più antiche ed eleganti della città, è stata oggetto di restauri al tetto non molti anni fa e proprio per il suo valore è costantemente monitorata. «Mi è stato riferito che in quel momento soffiava un vento molto forte conferma il parroco don Gianni Antoniazzi - Mi hanno parlato di un vortice anomalo a cui ha fatto seguito nel giro di un istante il botto che ha scosso la chiesa e il cuore di chi vi era dentro». Il sacerdote ieri si trovava in montagna, a Gosaldo nell'agordino, per il campo scuola dei ragazzi delle medie e, appena allertato, è rientrato a Carpenedo precipitosamente. «È stato un rumore pazzesco, sembrava il terremoto. I bambini si sono messi a urlare terrorizzati. Immaginiamo tutti come sarebbe andata a finire se fosse successo durante la messa, quando c'è sempre qualcuno che si ferma in piedi, in fondo alla chiesa», racconta don Ronzini che si apprestava a spostarsi in sagrestia per indossare i paramenti. La messa è stata ovviamente cancellata. «C'è stato una folata forte e improvvisa riferisce uno dei volontari, Gianni Bonaldo, che poi ha coordinato la messa in sicurezza dell'area allertando i vigili del fuoco Prima abbiamo sentito sbattere le porte, poi, a stretto giro, è venuto giù il rosone che si è sventrato in mille pezzi davanti all'entrata. Grazie a Dio non si è fatto male nessuno». C'è chi si è messo a correre urlando a chi si affacciava di allontanarsi perché altri pezzi potevano essere in bilico. Il rosone, che probabilmente risale alla costruzione della chiesa, realizzata in stile gotico su progetto del Meduna e consacrata nel 1858, è composto di due parti: quello esterno, di marmo con un'inferriata più robusta, ha resistito finendo però col fare da vela verso quello interno.
Alvise Sperandio
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Ultimo aggiornamento: 17:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA