Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Crisi di vocazioni, dopo un secolo i frati francescani lasciano la chiesa di Sant'Antonio

Giovedì 4 Agosto 2022 di Giacinta Gimma
MARGHERA La chiesa di Sant'Antonio, i frati se ne vanno

MARGHERA - Dopo quasi un secolo la parrocchia di Sant’Antonio non sarà più gestita dai francescani. La comunicazione ai fedeli è stata data martedì sera a Marghera, da frate Federico Righetti, vicario della Provincia dei frati minori del Nord Italia. Alla guida della prima parrocchia della città giardino, subentrerà un parroco diocesano individuato da Patriarca Francesco Moraglia nell’ambito dei nuovi incarichi ufficializzati sempre martedì. Si tratta di don Mauro Haglich, 55 anni, attuale parroco della chiesa della Beata Vergine Addolorata a Bissuola che arriverà a Marghera in autunno. I frati, però, non diranno addio a Marghera: una presenza francescana, composta da cinque -sei padri, resterà nel convento di via Padre Egidio Gelain alle spalle della chiesa e lavorerà per essere “presenza collaborante” a fianco dello stesso don Mauro e a supporto delle necessità religiose in città, a cominciare dal conforto agli anziani.


DECISIONE DOLOROSA
«Durante il Capitolo provinciale di giugno a Camposampiero, si è deciso, anche a fronte della mancanza di vocazioni, di riconsegnare la parrocchia di Sant’Antonio di Marghera alla diocesi, confermando, comunque, una presenza francescana. Ci rendiamo conto che – ha sottolineato frate Righetti - questa decisione possa costituire un dolore molto grande, ma non è prevista un’interruzione nella relazione tra i francescani, Marghera e la città. Abbiamo dovuto riconsegnare anche altre parrocchie, una delle due che coordinavamo a Brescia, mentre a Milano, su un milione di abitanti, sono rimaste tre presenze francescane. Lo stesso vicario generale del Patriarcato monsignor Angelo Pagan ha manifestato un forte dispiacere che vita religiosa francescana venisse meno a Marghera».


LE REAZIONI
La notizia della riconsegna delle parrocchia francescana alla Diocesi era nell’aria da giorni, da quando la comunità dei fedeli ha ricevuto dal parroco frate Floriano Broch, l’invito a partecipare, martedì, appunto, a un incontro per “importanti comunicazioni”. «La parrocchia di Sant’Antonio – ha evidenziato don Fabrizio Favaro, vicario episcopale che ha ricordato come i frati minori siano a Marghera dal 1925 - sarà cuore della presenza religiosa a Marghera, per questo si è individuato un nuovo parroco e non si è pensato a privare questa chiesa di una guida. Nelle prossime settimane, prima dell’autunno, quando avverranno i passaggi, definiremo i rapporti tra la fraternità francescana e la parrocchia diocesana». All’incontro, cui ha partecipato anche il vicario di Marghera don Roberto Berton, molte, da parte dei fedeli, sono state le attestazioni di riconoscenza verso i frati minori, verso il parroco uscente, ma anche l’assunzione di impegno perchè il nuovo percorso di collaborazione - parrocchia vicariale, francescani e laici - sia costruttivo.
 

Ultimo aggiornamento: 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci