«Test rapidi, zero positivi trovati». Il giallo di quei dati indistinti del Veneto

Lunedì 18 Gennaio 2021 di Angela Pederiva
«Test rapidi, zero positivi trovati». Il giallo di quei dati indistinti del Veneto
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Casi identificati da test antigenico rapido in Veneto: zero. Per il terzo giorno di fila, è questa l'indicazione apparsa ieri nel bollettino nazionale, che dal 15 gennaio ha cominciato a riportare i dati relativi a tutti i tipi di tampone, dopo mesi di polemiche sul fatto che l'incidenza dei contagi veniva calcolata solo sugli esami molecolari. La stranezza è così vistosa da aver alimentato dubbi perfino tra i matematici del Cnr, tanto più perché riguarda mezza Italia, ma la spiegazione è molto semplice: la Regione comunica al ministero della Salute e all'Istituto superiore di sanità i numeri separati sui due tipi di controlli effettuati, ma un totale complessivo (e indistinto) di infezioni riscontrate.

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Bollettino Veneto

Come d'abitudine, e come succede pressoché solo in Veneto, anche ieri Azienda Zero ha diramato due aggiornamenti. Secondo le rilevazioni delle 8 e delle 17, nella giornata risultano 849 nuovi positivi, che portano il totale a sfiorare quota trecentomila (298.493). Al netto dei rallentamenti nel flusso dei dati, dovuti al fine settimana e a problemi informatici, il calo è evidente e visibile anche ai punti Covid, dove si sono nettamente accorciate le code per il tampone. 


Questo viene spiegato dagli esperti come effetto delle restrizioni natalizie e arancioni, oltre che come conseguenza delle nuove regole sulla gestione dei casi nelle classi, per cui scatta la quarantena per tutti con test solo alla fine. Continua anche la flessione dei ricoveri: 2.683 in area non critica e 349 in Terapia intensiva. La dolorosa curva dei decessi rallenta (46), benché sfondando il muro degli ottomila (8.012) dall'inizio.


Una parte

Di tutto questo, come sempre il bollettino diffuso al pomeriggio dalla Protezione civile ha riportato solo una parte, cioè la fotografia scattata al mattino. In base a questa istantanea, in Veneto risultano 22.706 tamponi totali e 1.369 casi totali «rispetto al giorno precedente». Il numero dei test è facilmente scomponibile nei dati relativi a molecolari (10.929) e antigenici (11.777), tanto che la conta è arrivata rispettivamente a 3.575.753 dal 21 febbraio 2020 e a 67.990 dal 15 gennaio 2021 (anche se i rapidi totali i 2,2 milioni). Invece i 1.369 positivi della giornata appaiono tutti come «casi identificati da test molecolare», mentre ne figurano appunto zero nella colonna «casi identificati da test antigenico rapido». 


Test rapidi

Possibile che la Regione che fa più rapidi di tutte le altre, non trovi nemmeno un contagio? Peraltro, il Veneto è in buona compagnia con un'altra decina di realtà fra cui ad esempio l'Emilia Romagna, che ha annunciato 12.110 molecolari e 2.613 antigenici, per un totale (indifferenziato) di 1.437 infezioni. Invece il Friuli Venezia Giulia ha specificato di aver scovato 72 positivi su 782 antigenici e altri 313 su 4.109 molecolari, per un ammontare complessivo di 385. Pare dunque di capire che l'anomalia sia dovuta a una questione di comunicazione: mezza Italia dà il totale dei positivi indipendentemente dalla tecnica con cui vengono individuati, mentre l'altra mezza li distingue. 


Questa constatazione potrebbe ridimensionare le perplessità degli esperti, come Giovanni Sebastiani dell'Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche, che in Italia rilevava «una differenza statisticamente significativa» tra i tassi di positività e cioè «9,7% per i test molecolari e 0,81% per quelli rapidi antigenici», a suo parere spiegabile con «un diverso tipo di soggetti esaminati con test rapidi antigenici rispetto a quelli relativi ai molecolari», oppure con «un'alta percentuale di falsi negativi per i test antigenici». 


Trento e Bolzano

È evidente che serve più chiarezza sui numeri, come chiede da tempo anche il fisico Davide Bassi, ex rettore a Trento, contestando alla Provincia autonoma poca trasparenza rispetto ai vicini di Bolzano. Mentre l'Alto Adige si ritrova in zona rossa, il Trentino rimane in fascia gialla, malgrado dati analoghi. «Il sistema scrive funziona così: cerco la gran parte dei positivi con i tamponi rapidi antigenici; li lascio aspettare più di una settimana prima di chiamarli a fare il tampone molecolare; se risultano negativi, spariscono dalle statistiche ufficiali dei contagi».

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA