Bambina non rispetta l'isolamento dai compagni: classe in quarantena

Giovedì 7 Ottobre 2021
La classe della scuola primaria dle centro storico di Venezia è tutta in quarantena
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VENEZIA - Ancora una classe in quarantena nel Veneziano. Si tratta di una classe di una scuola primaria del centro storico che proprio ieri ha cominciato le lezioni in modalità di didattica a distanza, almeno fino a quando tutti gli alunni non risulteranno negativi al tampone di controllo. Questo perché al tampone iniziale eseguito martedì all’Ospedale Giustinian è saltato fuori un secondo positivo, oltre all’alunno positivo che ha fatto scattare la procedura. Se si fosse trattato di un unico caso, il protocollo comportava l’attivazione di una sorta di “quarantena casa-scuola” dove i bambini potevano frequentare le lezioni in presenza, senza però aver contatti con altre classi e recandosi a casa subito dopo la scuola. Niente sport, quindi, né nonni, né passeggiate. Invece nel caso di un secondo tampone positivo nella stessa classe, che sia un alunno o un’insegnante, tutti a casa in didattica a distanza. Il problema è che questa volta famiglie e docenti non sono venuti a conoscenza dell’esistenza del secondo caso positivo per tutta la giornata di ieri. Pare che qualche genitore, rassicurato dall’esito dei tamponi rapidi che per un disguido sembravano essere tutti negativi, abbia portato i bambini a giocare in campo o dai nonni. Trasgredendo così al protocollo che prevede il “liberi tutti” solo dopo il tampone finale di controllo che viene programmato dopo una settimana. Solo verso sera, mettendosi d’accordo via chat per andare a scuola il giorno dopo, è arrivata la notizia: “domani tutti a casa perché c’è un secondo bambino positivo in classe”. E quarantena prolungata di altri tre giorni. «Questa informazione ci doveva arrivare la mattina stessa – lamenta un genitore – e non certo dopo 12 ore. Come è possibile che non siamo stati avvertiti in tempo reale? Comportamenti del genere mette a rischio tutti anche perché ci sono genitori che senza informazioni certe si sentono liberi di comportarsi come se nulla fosse e agiscono in modo irresponsabile portando in giro i figli anche se dovrebbero stare a casa».


Eppure in questo caso la procedura era stata attivata nel più corretto dei modi possibili. Lunedì nella chat di classe un genitore aveva comunicato che il figlio era assente perché era andato ad eseguire un tampone molecolare in quanto contatto stretto di un positivo. Contestualmente erano state avvisate le insegnanti e il responsabile covid di plesso. Il giorno dopo il genitore stesso aveva comunicato a tutti la positività del figlio. Così era scattata la quarantena dal venerdì precedente, ultimo giorno di contatto con il compagno, e l’attesa della chiamata da parte dell’Ulss. «Purtroppo non tutti sono così trasparenti e tendono a nascondere informazioni che invece sono per forza di cose interesse di tutti – aggiunge una mamma – però così facendo danneggiano gli altri e mettono a rischio anche i soggetti deboli come i parenti anziani o i giovani fragili con cui i bambini potrebbero entrare in contatto».

Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA