Covid, prima e seconda ondata: «Ecco le differenze che ci sono»

Venerdì 27 Novembre 2020
Giuseppe Dal Ben
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VENEZIA - « In una situazione in cui i segnali di affievolimento della pandemia da Covid sono ancora incerti ed altalenanti, contano ancora molto le azioni di contrasto al virus, quelle dei singoli e quelle messe in campo dall'Ulss 3 serenissima». Lo ha evidenziato il direttore generale dell'unità sanitaria veneziana, Giuseppe Dal Ben, facendo il punto oggi con i giornalisti collegati in videoconferenza.

Covid, differenze seconda ondata

«Questa seconda ondata - ha detto - si presenta con caratteristiche differenti da quella precedente. Il numero delle persone positive, 7.540 in questo momento, è di molte volte maggiore a quello dei positivi individuati durante la fase pandemica di primavera mentre il totale dei ricoverati, 362 in totale, di cui 41 in terapia Intensiva ad oggi, è paragonabile a quello della prima ondata».

«Molti dati oltre a questo - ha insistito - confermano che in questa seconda fase abbiamo una fortissima diffusione del virus sul territorio: guardiamo ad esempio solo come i contagi nella strutture per anziani siano in questa seconda fase distribuiti in più strutture, mentre in primavera erano concentrati in alcune realtà in particolare. Poi il dato dei guariti: 20 giorni fa il totale delle persone contagiate e guarite era fermo a 2811, oggi e arrivato a 6939; quindi in 20 giorni abbiamo registrato il doppio dei guariti registrati nei primi otto mesi di pandemia. Il virus quindi circola in modo molto pervasivo, anche se il nostro territorio non è tra i più colpiti in Veneto». «Se il virus è così pervasivo - ha continuato Dal Ben - allora sono decisive le azioni messe in campo per limitarne la diffusione. Fondamentali quelle che ciascuno di noi deve mettere in atto, utilizzando la mascherina, mantenendo il distanziamento in pubblico, al lavoro, in ufficio».

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