Contagi o quarantene, un'azienda su dieci senza il 20% del personale alla ripresa del nuovo anno

Mercoledì 12 Gennaio 2022
Assenteismo causa covid nelle imprese

PADOVA/TREVISO - Alla ripresa a regime dell'attività industriale dopo le festività, nelle aziende di Padova e Treviso il 9,4% dei lavoratori è risultato assente per effetto di contagi od obblighi di quarantena, ma per più di un'azienda su dieci (11,9%) manca oltre il 20% del personale. Il dato emerge da un'indagine rapida condotta da Assindustria Venetocentro l'11 e il 12 gennaio, su un campione di 628 imprese associate delle due province, per un totale di 53.242 dipendenti. L'impennata delle assenze sul lavoro registrata al 10 gennaio è del +53,7% in media rispetto alle due settimane precedenti, ma per il 7,8% del campione l'assenteismo è aumentato oltre il 100%. Ciò ha comportato oneri aggiuntivi o conseguenze sull'operatività per il 53,2% delle aziende, per il 33,9% la modifica di turni o orari di lavoro, per il 10,4% la ricerca di personale temporaneo, la chiusura temporanea o parziale di reparti produttivi per l'8,6%.

Il prossimo obbligo di Green Pass «rafforzato» per gli over 50 e l'evoluzione verticale dei contagi spinge la larga maggioranza degli imprenditori intervistati (75,8%) a dichiararsi d'accordo con l'introduzione dell'obbligo per tutti i lavoratori del settore privato e del pubblico, come decisione ultimativa di chiarezza e di universale sicurezza (l'11,8% «non è d'accordo», il 12,4% «non sa»). Per il presidente di Assindustria Venetocentro, Leopoldo Destro, «le aziende hanno risposto ancora una volta in maniera positiva alla recrudescenza dei contagi e agli inevitabili disagi per l'assenza di personale in quarantena grazie allo sforzo organizzativo e alla responsabilità della larghissima maggioranza dei lavoratori. Siamo in una fase cruciale: questa ripresa forte della pandemia è certamente un fattore di incertezza, che si aggiunge ad altri ancora più impattanti e causa di tensioni per le imprese, come i prezzi alle stelle dell'energia e la carenza di materie prime. Dobbiamo evitare - conclude - che la nuova ondata pandemica rischi di compromettere la ripresa economica e sociale». 

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