Corruzione, funzionari pubblici e imprenditori nel mirino della Finanza

Venerdì 16 Giugno 2017 di Gianluca Amadori
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VENEZIA/VERONA -   Anche Cattolica Assicurazioni di Verona rientra nell'inchiesta della Procura di Venezia per corruzione nell'ambito di accertamenti fiscali pilotati in modo fraudolento da funzionari dell'Agenzia delle Entrate e ufficiali della Gdf. Nello specifico, si tratta dell«ammorbidimentò di una pendenza fiscale della compagnia che avrebbe visto Albino Zatachetto, ex dirigente e attuale segretario del presidente del Cda, e Giuseppe Milone, responsabile amministrativo - entrambi indagati - accordarsi col tenente colonnello della Gdf Vincenzo Corrado e col dirigente dell'Agenzia delle Entrate del Veneto Christian David per abbattere una richiesta fiscale da 8,8 milioni di euro a 2,6 milioni. Nell'accordo sarebbe entrato come intermediario anche Cesare Rindone, giudice della Commissione tributaria regionale. Il tutto avrebbe fruttato ai corruttori un paio di orologi Rolex del valore complessivo di 20mila euro, oltre alla promessa (poi non mantenuta) dell'assunzione in Cattolica di un amico di Rindone e dello stesso Corrado.

Somme di denaro, costosi regali, promesse di assunzione in cambio di sconti consistenti nelle sanzioni per evasione fiscale. Sono 16 le misure cautelari eseguite nella notte dalla Guardia di Finanza. Tra gli arrestati alcuni pezzi da novanta dell'Agenzia delle Entrate come Elio Borrelli, già a Venezia ora in Abruzzo, il responsabile delle verifiche, Christian David e Massimo Esposito ex direttore dell'Agenzia di Venezia; due ufficiali della Guardia di Finanza, Vincenzo Corrado e Massimo Nicchinello, un giudice tributario della Commissione regionale, Cesare Rindone, due commercialisti di Treviso e Chioggia, Tiziana Mesirca e Augusto Sartore, e una serie di imprenditori appartenenti al gruppo Bison di Jesolo, specializzato in costruzioni; a Cattolica assicurazioni; alla società Baggio di Marghera, specializzata in logistica, ad un importante produttore di prosciutti friulano, Pietro Schneider.
L'operazione nasce da una "costola" dello scandalo Mose: nel corso delle intercettazioni emersero strane ed eccessive "pressioni" per la nomina di dirigenti dell'Agenzia delle entrate: gli approfondimenti hanno portato alla luce episodi di presunta corruzione. Oltre agli arrestati sono numerosi gli indagati a piede libero.

Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 09:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA