Coronavirus: Venezia deserta, l'incanto del silenzio e delle acque immobili. Che spettacolo

Domenica 3 Maggio 2020
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Il viaggio vale la camminata: da Mestre a Venezia sfidando il ponte dalla terraferma, per un’avventura podistica ai tempi del covid. Per scoprire una città come non l’abbiamo mai vista. Sospesa in un silenzio irreale scandito soltanto dallo stridio dei gabbiani che litigano coi piccioni per sottrarsi il cibo, la Serenissima ostaggio del virus sembra uno splendido set cinematografico allestito per un film ancora da girare. Dal ponte semideserto attraversato per lo più da qualche solitario tram e bus, lo skyline di Venezia affiora piano piano come una silhouette di Virgilio Guidi nell’azzurro della lontananza, senza grandi navi a spezzare le curve armoniche dei palazzi. Piazzale Roma, raggelato tra cemento, asfalto e i due militari a presidiare il vuoto, sembra l’anticamera di un mondo irreale tutto da scoprire. Niente comparse (turisti) a ingolfare l’orizzonte, pochissimi motori a spezzare la quiete del pomeriggio lungo i rii, e il canale della Giudecca così immobile, piatto e pacifico da sembrare dipinto. Silenzio e pace sconosciuti da secoli. Pochissimi veneziani in giro con bimbi a mano o cane al guinzaglio, qualche runner che sorpassa in velocità, coppie con maschera e guanti che si avviano verso casa osservando stupiti la propria città trasformata: «O troppa gente o nessuno, riusciremo mai a trovare una via di mezzo?».

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA