Veneto verso la zona gialla, indice Rt a 0,62 e gli ospedali si svuotano Domani la "sentenza"

Giovedì 28 Gennaio 2021 di Alda Vanzan
Veneto verso la zona gialla, indice Rt a 0,62 e gli ospedali si svuotano Domani la "sentenza"
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Un giorno qualcuno riuscirà a spiegare cos'è successo in Veneto, perché nella prima fase della pandemia, quella di un anno fa, la curva dei contagi è salita e poi gradualmente scesa mentre nella seconda fase, a cavallo tra l'autunno e l'inverno, c'è stato improvvisamente un crollo e senza neanche il lockdown. «Questa settimana la nostra è la seconda regione in Italia con l'Rt, l'indice di trasmissione del contagio, più basso: 0,62», dice il governatore Luca Zaia che per domani - venerdì 29 - si aspetta un ribaltamento dal Comitato tecnico scientifico: «Ho ragionevoli speranze che si possa arrivare alla zona gialla, sappiamo di aver fatto tre settimane di arancione, che sono per convenzione il periodo normale. Questo ci dà un segnale di speranza da un lato, e di preoccupazione dall'altra. Perché il virus sta facendo fare altalena a numerose nazioni: in Spagna i contagi stanno risalendo, la Germania è ancora in lockdown». In bilico, invece, il Friuli Venezia Giulia, anche se il presidente Massimiliano Fedriga è fiducioso: «In settimana sentirò il ministro Speranza, ma i dati, già dalla scorsa settimana, ci danno in giallo. La scelta non è nostra, ma ipotizzo sia così».


LE VISITE
In Veneto, al di là del colore che verrà deciso a Roma, è indubbio che la pressione ospedaliera in Veneto sta calando: 3 i posti letto liberati ieri in rianimazione, 82 quelli nelle aree non gravi. Numeri che consentono di ripartire con le prestazioni sanitarie che erano state sospese con la seconda ondata del Covid-19, ben 90mila richieste di visite specialistiche ed esami che da lunedì finalmente potranno essere riprogrammate, anche se gradualmente. «Abbiamo 48 milioni di euro di residui del bilancio 2020, destinati alle prestazioni aggiuntive del personale, e abbiamo così un margine per chiedere di recuperare in fretta le liste d'attesa - spiega l'assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin -. Altri fondi per il 2021 dovrebbero permettere di riuscire a dare risposte e rimettere in moto la macchina».
I DUE STUDI
E c'è attesa anche per due studi commissionati dalla Regione. Il primo è quello del professor Vincenzo Baldo dell'Università di Padova che ha sottoposto a tampone rapido di terza generazione «gente normale», come l'ha definita il governatore Luca Zaia e cioè non i contatti dei positivi che verosimilmente possono essersi infettati, ma persone senza sintomi prese quasi a caso. L'altro studio lo sta portando avanti il coordinatore delle Microbiologie del Veneto, Roberto Rigoli, sulla sieroprevalenza e in questi caso si analizza il sangue. «Potremo capire quanto virus c'è adesso in Veneto e quanto ce n'è stato, siamo gli unici in Italia a portare avanti una ricerca del genere», dice Zaia.
I DATI
I dati ufficiali intanto sono quelli dei bollettini. In Veneto nelle ultime ventiquattr'ore ci sono stati 995 nuovi casi di coronavirus per un totale di 309.643 positivi dall'inizio della pandemia, anche se il dato risente del nuovo sistema di calcolo che ora include anche tutti i soggetti positivi al solo test rapido, senza necessità di conferma al molecolare. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati altri 59, in tutto le vittime complessive da inizio dell'epidemia sono salite a 8.788.
In Friuli Venezia Giulia su 6.719 tamponi molecolari eseguiti sono stati rilevati 360 nuovi contagi (5,36%, martedì era 3,96%); 25 i decessi, mentre i ricoveri nelle terapie intensive sono scesi a 61 e quelli in altri reparti a 646.
VACCINI
Per quanto riguarda la campagna di profilassi, in Veneto sono arrivate le attese 50.300 dosi di vaccino Pfizer e dalla settimana prossima, riferisce Zaia, la fornitura dovrebbe essere a regime. A ieri sera il totale delle persone vaccinate in Veneto era 32.254, in Italia si è arrivati a 270.269 pari all'11,9%.
 

Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 09:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA