Coronavirus, come difendersi. Decalogo Ulss a locali pubblici e negozi

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Michele Fullin
Turisti con le mascherine in piazza San Marco

VENEZIA - Più che le mascherine sul viso, che alimentano la paura nei confronti dei turisti dall’Estremo Oriente, per limitare al massimo la diffusione del coronavirus bastano semplici accorgimenti. Un virus, lo ricordiamo, che nonostante lo stato di allerta non è al momento un’emergenza in Italia.
«Un panno disinfettante fa piazza pulita di eventuali virus. E un locale pulito a dovere è il miglior modo per combattere gli allarmismi, e riportare in tutti la voglia e il gusto di visitare la città».
I CONSIGLI 
Questo il messaggio condiviso dall’Asl 3 con i rappresentanti delle “categorie dell’ospitalità” che operano a Venezia. Albergatori, esercenti, artigiani, commercianti e più in generale coloro che in città hanno a che fare con la popolazione turistica della città d’acqua e di terraferma, si sono riuniti ieri pomeriggio, nella sede dell’Ulss 3 Serenissima, ad ascoltare la relazione degli specialisti degli enti operativi appositamente costituiti per la gestione dell’emergenza coronavirus (tra cui la dottoressa Marianna Elia del Sian e il dottor Marco Flora, infettivologo), e a condividere con loro le buone pratiche da attuare in queste settimane.
«Abbiamo cercato di dare a tutti – spiega il dottor Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di prevenzione – una chiara illustrazione dei rischi da coronavirus, fondandoci sulle acquisizioni della comunità scientifica. Ma vista la particolare attenzione degli operatori ai temi dell’accoglienza e della gestione del turista, abbiamo anche voluto fornire le essenziali indicazioni pratiche e dirette nella preparazione e manipolazione degli alimenti, insieme a suggerimenti quanto alle pulizie dei locali in cui gli alimenti vengono preparati e manipolati, e dei locali in cui si svolgono le funzioni di accoglienza e di ospitalità».
Al tavolo è emerso chiaramente che le attenzioni igieniche debbono essere tenute sempre presenti, e in questo periodo debbono essere rafforzate.
«Nulla di più di quello che si dovrebbe fare sempre per garantire igiene e pulizia – è stato detto al tavolo – ma raddoppiare queste attenzioni è il primo impegno di chi vuole uscire dalla spirale della preoccupazione, e dimostrare invece che la città è ancora, e sempre più, in grado di accogliere al meglio».
«Incontrando gli operatori del sistema turismo – spiega il direttore generale Giuseppe Dal Ben – gli specialisti dell’Ulss hanno voluto offrire loro non solo le indicazioni per una gestione sicura dell’ospite straniero, ma anche le indicazioni per garantire la sicurezza propria e dei dipendenti».
Il problema è più sentito in questi giorni, poiché sabato e domenica la città sarà invasa dai visitatori di Carnevale.
NON CI SONO CASI 
«Ci hanno raccomandato - spiega il direttore dell’Aepe, Ernesto Pancin - di rispettare in modo più scrupoloso le prescrizioni che il protocollo Haccp già detta per i locali. È stato chiarito che le persone infette possano arrivare da tanti luoghi perché l’incubazione varia da una a due settimane. Le indicazioni - prosegue - sembrano banali, ma non lo sono: lavarsi frequentemente le mani, attenzione all’igiene delle superfici: piani di lavoro tavoli e banco oltre ai servizi igienici che devono essere controllati e puliti più di frequente. Poi, evitare contratti stretti o protratti con persone che abbiano sintomi influenzali e vaccinarsi. Mi sento di dire che la gente può stare tranquilla, usando buone e comuni prassi igieniche».
NON È CITTÀ DA MASCHERINE
«Hanno spiegato di essere organizzati per contenere un eventuale caso che, va precisato, al momento non si è ancora verificato in Italia - conferma Francesco Boemo, responsabile sicurezza Ava - Sono state attivate alcune misure che ci consentono, ancora di più, di stare tranquilli. C’è un team di contenimento di eventuali positività che vengono accertate prima da Mestre e poi certificate da Padova entro 24 ore. La macchina della sanità si sta muovendo in maniera ottima e noi come operatori della ricettività implementeremo una procedura di sanificazione dei servizi pubblici, i bagni e i buffet, ma senza nessun allarme. La nostra non sarà una città da mascherine, veneziani e turisti possono stare tranquilli. Come categoria siamo chiamati solo a mantenere un livello di igiene che già nelle nostre strutture è garantito».

Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA