Row Venice, campionesse della voga portano la spesa ai veneziani con le barche

Sabato 4 Aprile 2020
Giulia Tagliapietra
VENEZIA - Consegnare frutta e verdura in barca per dare un contributo solidale, affondando il remo nelle acque di canali silenziosi e immobili. Accade anche questo a Venezia ai tempi del Coronavirus. Il merito è di Elena Almansi e Giulia Tagliapietra, due campionesse di voga alla veneta che fanno parte di Row Venice, l'associazione tutta al femminile creata da Jane Caporal, un'inglese di Bristol cresciuta in Australia, che ha sposato un italiano.

Tutto è iniziato quando Jane, innamorata della città, nel 2009 ha deciso di scambiare il suo piccolo «s'ciopon» (il più piccolo tipo di sandolo) con una «batela a coa de gambaro», una solida imbarcazione lagunare che porta quattro rematori. Row Venice si occupa di insegnare a vogare ai turisti, un modo per approcciarsi a Venezia ecologico e sostenibile. Ora che le prenotazioni da parte dei viaggiatori languono a causa del Covid-19, Elena e Giulia hanno pensato di mettere a frutto il loro talento per aiutare chi si trova in difficoltà . Dalla scorsa settimana caricano sulle loro barche casse di ortaggi delle aziende agricole della terraferma e le consegnano a domicilio in centro storico, solcando con calma i canali.

Tanta è la richiesta che questa settimana le domande delle imprese si sono moltiplicate e le due vogatrici nelle loro barche si sono ritrovate a portare pane, olio e prodotti caseari. «Con l'auto arrivi ovunque - racconta Elena Almansi, 27 anni, al remo da quando ne aveva 3 - ma a Venezia come fai? Il servizio con le barche a motore costa troppo e le aziende che riforniscono di cibo le famiglie del centro storico non potrebbero permetterselo. Allora ci pensiamo noi. Con la forza delle nostre braccia e dei nostri remi».

Nei giorni scorsi hanno lavorato in quattro, la prossima settimana vedrà all'opera più "corrierì" via acqua per consegnare anche carne e piatti pronti in vista della Pasqua. Oltre che un gesto di solidarietà, la consegna a remi è anche un'esperienza umana irripetibile. «La gente ci vede passare - sottolinea Elena - ci saluta e ci sorride, chiedendo come fare per ottenere lo stesso servizio». Un contatto con una città deserta, in acque trasparenti, non corrugate da onde. «Siamo passate ieri sotto il Ponte dei Sospiri - dice Elena - sul quale normalmente sostano migliaia di turisti. Tutto era fermo, silenzioso, diverso dal solito. Sembrava una Venezia d'altri tempi. A misura d'uomo». La vogatrice spera che l'idea non venga messa in cantina con l'affievolirsi delle misure di sicurezza legate al virus. «Quando ricominceremo una vita normale - conclude - mi piacerebbe pensare che questa soluzione di trasposto ecosostenibile possa rimanere, anzi crescere».  Ultimo aggiornamento: 18:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA