Coronavirus. Booking.com, centinaia di prenotazioni disdette senza interpellare alberghi e B&b

Domenica 29 Marzo 2020 di Gianluca Amadori
Coronavirus. Booking.com, centinaia di prenotazioni disdette senza interpellare gli alberghi
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VENEZIA Una diffida a Booking.com, il principale portale utilizzato dai viaggiatori per prenotare alberghi ed altre strutture turistiche, per contestare le modalità unilaterali con cui sono state disdette centinaia di prenotazioni adducendo motivi di forza maggiore in relazione all'emergenza coronavirus, senza interpellare le strutture ricettive.

L'ha inviata l'avvocatessa Sara Baldon per conto dell'associazione Abbav, la più grande community di Host presente nella Regione Veneto, che riunisce gestori di B&B, Locazioni Turistiche, Guest House ed altre forme di ricettività alternativa e dell'associazione Agata, che riunisce gli operatori del mercato immobiliare specializzati nella locazione degli appartamenti turistici a Venezia. 

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LE CONTESTAZIONI
Il legale contesta a Booking.com il fatto che, a partire dalla fine dello scorso mese di febbraio e durante il corrente mese di marzo, numerosi associati ad Abbav e Agata hanno ricevuto dal Customer Service del portale messaggi elettronici, con i quali sono stati informati della decisione - unilateralmente assunta da Booking.com - di cancellare le prenotazioni effettuate dagli ospiti, adducendo la causa di forza maggiore prevista all'art. 2.8 delle condizioni generali di contratto.

«A nome delle mie assistite, non posso che censurare le decisioni unilaterali da voi assunte senza mai consultare le Vostre strutture partner, in manifesta violazione dei principi di correttezza e buona fede che dovrebbero contraddistinguere i rapporti contrattuali - scrive l'avvocatessa Baldon -. Numerose condizioni dei Termini generali del servizio prevedono espressamente che Booking.com non può e non deve ingerirsi nei rapporti tra ospite e struttura ricettiva. La gestione adottata dalla vostra società e le decisioni unilaterali assunte durante questo periodo emergenziale costituiscono un palese superamento dei limiti che voi stessi vi siete imposti nei Termini generali del servizio».

RAPPORTI DIRETTI
Le due associazioni comunicano al portale di prenotazioni online che in futuro, e in particolare fino a quando non sarà cessata la situazione emergenziale, i gestori di strutture ricettive ritengono doveroso poter interloquire direttamente con i propri clienti/ospiti. «L'auspicato coinvolgimento, da parte vostra, delle strutture nei rapporti con gli ospiti, tanto più nel momento storico in essere, oltre a garantire una più proficua sinergia, potrà consentire alle stesse strutture, già gravemente toccate dalla situazione in essere, di valutare il ricorso agli strumenti previsti dalla decretazione d'urgenza, quali voucher, o agli ulteriori istituti che il legislatore, nella sua discrezionalità, potrà introdurre nelle prossime settimane - si legge nella diffida firmata dall'avvocatessa Baldon -. Mai, come in questo momento, una collaborazione tra le strutture ricettive e Booking.com si impone come necessaria ed imprescindibile per salvaguardare un settore gravemente compromesso dalle cancellazioni a pioggia pervenute in un periodo dell'anno turisticamente vitale in Veneto, interessato, dapprima, dal Carnevale a, a breve, dalla Pasqua». 

Abbav e Agata chiedono che Booking.com, così come ha garantito agli ospiti la più opportuna tutela, assicuri alle strutture ricettive un trattamento analogo, permettendo di rateizzare i pagamenti delle fatture, di beneficiare, per un periodo da concordare, di un dimezzamento delle commissioni applicate, al fine di assicurare il rilancio turistico di zone oggi in grave sofferenza.

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