Sindaco ricoverato e poi dimesso: «E' polmonite, ma non è positivo al Covid»

Domenica 5 Aprile 2020 di Fabrizio Cibin
 Andrea Cereser (a destra) col dirigente dell'Ulss 4 Carlo Bramezza

SAN DONA' - Polmonite, ma non Covid-19: Andrea Cereser può tornare a casa. Sospiro di sollievo per i sandonatesi che dal pomeriggio di venerdì erano in apprensione per lo stato di salute del loro sindaco, ricoverato al Covid-Hospital di Jesolo per una infezione polmonare e con sintomi che facevano temere il contagio. Dopo una visita al Pronto soccorso di San Donà, era stato deciso il ricovero nel reparto malattie infettive del nosocomio jesolano, in una stanza isolata. Nel primo pomeriggio di ieri la buona notizia arriva dal responsabile del reparto, il dottor Lucio Brollo. «Ha una polmonite ma è negativa al coronavirus, derivante da altri germi: il secondo tampone è risultato negativo. Presto lo dimetterò, perché non ha motivo di stare qua. E' una buona notizia: i cittadini stiano sereni».

LE PAROLE DEL SINDACO
Poi ci ha pensato lo stesso primo cittadino a tranquillizzare tutti utilizzando ancora i social: «Una notizia ottima e una cattiva. Quella ottima: il mio problema non si chiama Covid-19. Quella cattiva: ho una forma di polmonite abbastanza severa. Incredibile ma vero. Alla luce di questa novità continua Cereser e dei risultati delle analisi che si stanno completando, verrà scelta la cura più opportuna. Che in ogni caso prevede, tassativamente, riposo e pazienza. Lo dico prima per me ma un po' anche per avvisarvi: cercherò di leggere i vostri messaggi anche se faticheró a rispondere, per cui non prendetevela. Questo scherzo porterà via un mesetto, se non ci sono problemi. Grazie di cuore a tutti voi. Con il sindaco titolare in panchina, ciascuno di voi tiri fuori il piccolo sindaco che è in sé e diventi ancor più responsabile in queste settimane che devono portarci fuori dal tunnel proprio perché abbiamo capito che è necessario comportarsi nel rispetto di sé e degli altri».
Post accompagnato da una foto che lo ritrai in un commovente abbraccio con un gruppetto di bambini. Poco prima, sempre attraverso Facebook, aveva scritto: «Ciao a tutti e grazie per la vostra vicinanza che sento forte, come un dono. Allora. Notte numero 1: andata! Non credo di aver dormito più di 3 ore. La febbre, tutto sommato, bene, grazie a Tachipirina. Respiro ancora bene e, al momento, non c'è necessità di monitoraggio strumentale. Ancora non so l'esito del tampone che mi hanno ripetuto ieri sera e stamattina. A più tardi». Ed il più tardi ha voluto dire la buona notizia data da lui stesso in merito alla negatività del tampone. Commenta il direttore generale dell'Ulss4, Carlo Bramezza, che lo aveva sentito più volte: «Siamo tutti contenti per questa notizia. Ora gli consiglio di stare a casa, tranquillo, a curarsi». Augurio che gli è giunto anche dal sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, che si era subito premurato di contattarlo, visto che era in qualche modo suo ospite.

«Scherzando mi ha ringraziato per la camera fronte mare: io, per dargli ancora più forza, gli ho detto che lo avremmo ospitato molto volentieri, ma non certo in ospedale. Mi ha poi raccontato che aveva dormito poco e che era un po' in ansia per questa polmonite e per l'esito del tampone che gli avevano fatto venerdì. Ora sono contento di sapere che anche il secondo tampone ha avuto esito negativo».
E a proposito di tamponi, proprio Bramezza ha annunciato che a Portogruaro, attraverso la riconversione di una attrezzatura, è ora possibile procedere con l'analisi di 160 tamponi al giorno, con risultati che si possono avere entro 24/48 ore.
 

Ultimo aggiornamento: 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA