Contagi oltre quota 1.500: il Covid hotel fa il tutto esaurito, ai turisti greci resta solo il ricovero in ospedale

Mercoledì 3 Novembre 2021 di Alvise Sperandio
Lunghe code al Covid Point
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MESTRE - Il Covid hotel dell’Ulss 3 Serenissima è pieno, ma l’Ulss 3 rassicura dicendo che la struttura può attivarne altri fino a raddoppiarli e che non esiste un problema di saturazione dei luoghi di accoglienza dei positivi. Intanto i contagi continuano a salire, con i positivi che in provincia hanno superato quota 1.500. I posti letto al momento disponibili della struttura d’accoglienza, a indirizzo segreto, sono tutti occupati, mentre 18 dei 26 turisti greci della comitiva che sabato si è presentata in pullman al punto tamponi di piazzale Giustiniani sono stati collocati in ospedale nell’impossibilità di attivare in tempo utile una struttura alternativa tra quelle disponibili: 16 a Noale e due nel reparto di Pneumologia a Dolo (i rimanenti otto al Covid hospital), sebbene per quasi tutti, tranne quattro, non fosse necessario perché senza sintomi. L’azienda sanitaria ha optato per questa soluzione riuscendo a trovare un posto a ciascuno nel giro di appena quattro ore, fermo restando che altre soluzioni non mancano, se necessario, a partire dal padiglione Fassina – 120 posti letto potenziali – sempre a Noale.

GLI OSPITI
Va precisato che a occupare i posti del Covid hotel non sono solo pazienti veneziani, ma anche provenienti da altre aziende sanitarie. Intanto, fatti gli accertamenti del caso sulle quattro persone lievemente sintomatiche, a tre di loro oggi verrà somministrata la terapia con gli anticorpi monoclonali. Due non sono vaccinati, circostanza che conferma come anche nella particolare situazione che si è creata, il vaccino è pur sempre servito. Su 26 persone, tutti tra i 50 e i 60 anni d’età, 24 sono risultati positivi. Dopo un primo tampone effettuato in una farmacia mestrina, l’emergenza è scattata al drive through. «C’è stato uno sforzo corale di tutti i servizi dell’azienda sanitaria. Trovare tutti questi posti in fretta non era facile. Abbiamo provveduto a distribuire le presenze all’interno dei vari contenitori disponibili», spiega il direttore dell’Igiene e Sanità pubblica Vittorio Selle sottolineando che il virus si è diffuso nonostante in 24 fossero vaccinati con doppia dose, per il semplice fatto che hanno convissuto per molto tempo, cinque giorni, in un ambiente così ristretto com’è la cabina di un pullman, per quanto areata. «La Microbiologia ci ha dato conferma che c’è una carica virale di un certo rilievo per cui sarà possibile fare un sequenziamento tecnicamente rilevante», aggiunge Selle che contestualizza il caso nella cornice di sovraffollamento che nell’ultimo weekend ha riempito Venezia, con 95 mila presenze in centro storico: «Le persone si muovono, hanno necessità di tornare a vivere, per cui uno dei temi in discussione è la ripetibilità di eventi di questo tipo – sottolinea Selle – Non è semplice gestire un impatto del genere così come riuscire nel giro di quattro ore a chiudere la partita di 26 persone da mettere in sicurezza».
La vicenda, nel frattempo, si riflette sulle statistiche ufficiali. Il bollettino di Azienda Zero della Regione registra, infatti, l’aumento del numero dei ricoverati in provincia, passato dai 33/37 della scorsa settimana ai 50 attuali, a parità di terapie intensive: tre. Il tutto mentre i contagi continuano a crescere: ieri sono stati contati altri 69 positivi e gli attualmente positivi sono saliti a 1.509, 272 in più rispetto allo scorso 24 ottobre. Ieri è stato rilevato anche un decesso, avvenuto nell’Ulss 4 del Veneto orientale, col totale da inizio pandemia salito a 2.065. I negativizzati, invece, sono 75.351. Finora l’Ulss 3 Serenissima ha effettuato 946.434 vaccini e la 4 del Veneto orientale 343.415. Ma la campagna, ora, va più a rilento, con appena 431 somministrazioni effettuate domenica nella 3 e zero assoluto nella 4.
 

Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA