Moses su Victoria come una belva: dopo 20 coltellate le ha spezzato il collo

Martedì 26 Gennaio 2021 di C.A.
Moses Osagie con la moglie Victoria
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CONCORDIA SAGITTARIA - L’autopsia sul corpo della mamma nigeriana, uccisa il 16 gennaio a Concordia Sagittaria, consegna un quadro di violenza e crudeltà mai viste dagli inquirenti. Il procuratore Raffaele Tito stenta a trovare le parole per sintetizzare ciò che il medico legale Antonello Cirnelli e il pm Carmelo Barbaro gli hanno appena comunicato. «Una cattiveria inaudita - spiega - Raramente ci si imbatte in una violenza così gratuita». Victoria Osagie, 35 anni, è stata massacrata con 20 coltellate dal marito Moses Ewere Osagie, 42, in carcere per omicidio pluriaggravato. Ferite profonde, che le hanno straziato corpo e volto. Ma non sono le uniche. Dopo averla barbaramente uccisa, come atto finale l’uomo le ha spezzato il collo, incurante della presenza del figlio di nove anni. Sul corpo di Victoria sono poi emersi i lividi lasciati da pugni e calci. «Una mattanza - mormora il procuratore - Valuteremo la contestazione di un’ulteriore aggravante: la crudeltà».


L’AUTOPSIA
L’esame autoptico è stato eseguito all’ospedale di Portogruaro, dove sabato il corpo della vittima è stato sottoposto a una Tac. È stato il primario di Radiologia, Giancarlo Addonisio, a rilevare la frattura alla base del collo, determinata da un’azione manuale. Prima di quel gesto ci sono state le botte e le coltellate, alcune molto profonde e la cui sequenza e gravità smentisce la versione di Osagie, che nell’interrogatorio diceva di ricordare soltanto due colpi. Victoria, quando i due amici presenti nella casa di via Pellico 18 sono riusciti a immobilizzare Osagie, è scappata in strada che era già stata colpita alla schiena e alla base del collo, per questo aveva perso così tanto sangue. Quando l’ha raggiunta e trascinata di nuovo in casa, il marito ha continuato a colpirla con il coltello fino a ucciderla. Poi l’ulteriore accanimento che ha provocato la frattura delle vertebre. 


LA PERIZIA
Victoria è morta per choc emorragico e neurogeno (per il trauma al midollo spinale). Entro 60 giorni il medico legale depositerà la sua perizia, che sarà completata dall’esame tossicologico. La Procura gli ha chiesto di riferire anche sul rapporto tra le ferite e la dinamica dell’aggressione secondo la ricostruzione di Osagie e dei due testimoni, nonchè sulla compatibilità delle ferite con il coltello da cucina, il punteruolo e il cacciavite sequestrati dai carabinieri di Portogruaro nella cucina in cui è stata trovata massacrata mamma Victoria. L’avvocato Valentina Arcidiacono, nominata dal gip Rodolfo Piccin curatore dei tre bambini rimasti soli (9, 6 e 2 anni), non ha presenziato all’autopsia con un proprio consulente. Anche l’avvocato Sergio Gerin, che difende Osagie, ha rinunciato ad avvalersi di un perito di parte.


I BAMBINI
In questo momento il pensiero di tutti è concentrato sui piccoli di Victoria. Sono stati accolti in una casa protetta, dove i due fratellini più grandi stanno trovando il sostegno psicologico di cui hanno bisogno. È una situazione molto delicata, perchè entrambi sono stati testimoni della ferocia del genitore. Sul loro futuro sta vigilando il Tribunale per i minorenni di Trieste. La zia che si trova a Cuneo, Glory Alika, ne vorrebbe l’affidamento, un percorso che anche la zia di Victoria, Maria Bibola, che abita a Meolo, vorrebbe avviare.
C.A.

 

Ultimo aggiornamento: 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA