Il Comune blocca il progetto della torre "Venus Venis", la fashion tower a fianco della Nave de Vero

Martedì 28 Settembre 2021 di Fulvio Fenzo
Il progetto della torre
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MARGHERA - Stop alla torre Venus Venis”. Il Comune ha negato l’autorizzazione a costruire al progetto che nel 2018 aveva già ottenuto il via libera della Città Metropolitana sulla “compatibilità ambientale” della fashion tower a fianco della Nave de Vero. Un diniego notificato nelle scorse settimane alla Blo Immobiliare, la società che aveva già realizzato la grande galleria commerciale di Marghera, e che a giorni presenterà ricorso contro il provvedimento firmato dallo Sportello Unico per il commercio del Comune. Dopo sei anni dall’avvio delle pratiche per portare a termine un investimento del valore di 80 milioni di euro, sarà il Tar e la giustizia amministrativa a decidere sul futuro di “Venus Venis”.


IL DINIEGO
“L’area oggetto di tale intervento non risulta oggi idonea all’insediamento di grandi strutture di vendita nella forma di parco commerciale”. Si legge questa frase alla fine della lettera di diniego all’autorizzazione, datata 27 luglio e finora rimasta solo nei cassetti degli uffici di viale Ancona e in quelli della Blo immobiliare che, dal momento della notifica (avvenuta nei giorni immediatamente successivi) ha tempo 60 giorni per fare ricorso. Siamo dunque allo scadere dei due mesi e, dalla società padovana, confermano l’intenzione di procedere con le carte bollate. “Dato atto che da un preliminare esame era stata valutata l’ammissibilità dell’istanza (l’autorizzazione a costruire, ndr.), richiedendo la convocazione della necessaria Conferenza di Servizi Istruttoria che si è tenuta il 22 ottobre 2020 - si legge nel provvedimento del Comune -. È quindi emersa la necessità di approfondire il profilo concernente la conformità urbanistica della richiesta, sia alla luce della normativa regionale in materia di Pati (il Piano di assetto del territorio intercomunale), sia in merito alla non idoneità dell’area per l’insediamento di grandi strutture di vendita nella forma di parco commerciale”.


LE MOTIVAZIONI
Ed ecco il nodo, scritto in burocratese: “L’art. 57 della L.R. 47/2017 ha confermato le destinazioni a grande struttura di vendita già in precedenza previste dai vigenti strumenti urbanistici solo nel caso in cui alla data del 2 dicembre 2017 sussistessero, imponendo in difetto una nuova conforme co-pianificazione mediante Pati con il coinvolgimento di tutti i Comuni contermini (...) si rileva la mancanza dei presupposti con la conseguenza della necessità di procedere ad una nuova co-pianificazione mediante Pati con il coinvolgimento di tutti i Comuni contermini”. Secondo: “Si rileva inoltre che, sotto il profilo della conformità urbanistica dell’intervento, detta area non è oggi idonea all’insediamento di grandi strutture di vendita nella forma di parco commerciale”. Strano, considerando che a fianco c’è, oltre alla “Nave de Vero”, Leroy Merlin, Metro e, poco più in là, Panorama, la Sme e tutto il resto.


LE RISPOSTE
Osservazioni alle quali la Blo aveva già risposto in fase di istruttoria nei mesi scorsi, ma evidentemente ciò non è stato ritenuto sufficiente dagli uffici comunali. E nemmeno la suddivisione delle superfici della futura torre, nella quale la parte commerciale era stata ridotta a 6/7mila metri quadri, oltre a 1.800 metri quadri di superfici per gioco e ragazzi, 1200 di palestra e fitness, 800 di servizi sanitari, 700 metri quadri di ristoranti e bar, 300 di spazi promozionali del territorio e dei suoi prodotti o mostre, spazi congressi e “business point” per 1.300 metri quadri, e poco meno per attività come agenzie di viaggio, parrucchiere e lavanderia. E, infatti, nel provvedimento si specifica: “Tale definizione non è sufficiente per rivedere le valutazioni in merito all’ammissibilità urbanistica, in quanto la destinazione ad attività di vendita riveste comunque carattere prevalente rispetto alle altre attività previste, tenuto peraltro conto della connessione funzionale con la struttura esistente, come attualmente configurata”.


CARTE BOLLATE
Particolari che però si conoscevano da anni, con l’aggiunta che dalla società Blo sottolineano come il progetto prevedeva di sistemare con una bretella e una rotatoria anche le carenze della viabilità nell’area commerciale più estesa. «Ci siamo adeguati alla normativa commerciale regionale, a tutte le indicazioni sugli usi, abbiamo assecondato tutte le prescrizioni con un forte inserimento di servizi per non sovrapporre Venus Venis alle attività commerciali presenti... - commentano da Blo Immobiliare - Ci sono voluti tre anni per la Via e gli ultimi due per l’autorizzazione che non è arrivata. È chiaro che non è finita qui: le motivazioni presentano elementi di illogicità e non rispondenza alle norme. Faremo sicuramente ricorso».

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA