Colpo da 100mila euro alla Carrozzeria Moderna, è il diciottesimo furto in 7 anni

Martedì 6 Aprile 2021 di Monica Andolfatto
La polizia davanti alla sede della Carrozzeria Moderna di via Giustizia
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MESTRE - Aerografi per la verniciatura, strumenti computerizzati per il colore, macchine di ultima generazione per carteggiare: a una prima stima è di oltre centomila euro il valore del bottino razziato dai ladri nella Carrozzeria Moderna di via Giustizia 12 a Mestre, la domenica di Pasqua. «Stavolta la mazzata è di quelle tremende. Il danno è doppio, dal punto di vista economico e professionale. Se non riusciamo al più presto a rimpiazzare le attrezzature rubate non possiamo lavorare e riaprire. Già il periodo è quello che è, ma chi se l’aspettava un furto e per di più così penalizzante, in pieno lockdown, il giorno di Pasqua?». Paolo Favaretto, non ha più parole. L’azienda, che occupa una ventina di dipendenti, l’ha fatta nascere e crescere e da poco l’ha passata al figlio Mattia. Sono anni che si batte per la sicurezza in una delle zone che spesso ha definito «abbandonata e lasciata al degrado», e l’officina Favaretto è diventata suo malgrado simbolo di questa condizione: furto dopo furto. «Questo è il diciottesimo, più di una ventina contando i tentati, in circa sette-otto anni» commenta amareggiato, mentre la polizia sta eseguendo i rilievi scientifici e cercando indizi utili a rintracciare la banda che di sicuro ha agito su commissione. Chi ha fatto il colpo sapeva bene cosa asportare e a chi rivendere tutto sul mercato nero, senza escludere la pista dell’estero.


ALLARME
«Il dispositivo di sorveglianza ha suonato verso le 20 dell’altro ieri e siamo subito corsi qui con gli addetti della Civis. Siamo entrati ispezionando deposito auto, magazzino, uffici. Era tutto in ordine. Non mancava nulla. Abbiamo pensato a un falso allarme. Così ce ne siamo andati. Mai avremmo immaginato - spiega Favaretto - che l’obiettivo dei ladri stavolta fosse stato il reparto verniciatura». Tant’è infatti che la razzia è stata scoperta solo ieri mattina, quando una pattuglia delle Volanti ha notato che la recinzione della ditta, lato ferrovia, sul retro, era tagliata. «Devo solo ringraziare gli agenti - continua Paolo Favaretto - perché non hanno perso un minuto e non hanno tralasciato alcun dettaglio. Qui non si tratta di sbandati o di qualche delinquente solito. Qui si tratta di specialisti. Ma per noi purtroppo il risultato non cambia. Restiamo nel mirino dei ladri. Questa è l’amara verità».


APPELLO
Le telecamere? Non si può certo dire che la Carrozzeria Moderna non sia dotata di impianti anti-intrusione. E anche sofisticati. Sensori e telecamere, posizionati per lo più sugli accessi principali e anche in quelli secondari. E infatti l’allarme è entrato in funzione, non appena la finestra del reparto verniciatura è stata forzata. L’unica consolazione è che il materiale sparito è assicurato «ma per consentire il riavvio dell’attività queste attrezzature sono indispensabili. Non ho idea di quanto tempo ci vorrà per riacquistarle, a meno che qualche collega non ci dia una mano magari consentendoci di utilizzare le sue». L’ultimo raid nella Carrozzeria Moderna data quasi un anno fa, il 28 aprile: allora i malviventi si dileguarono con portelloni e ruote di alcune auto nuove per circa 10mila euro. Un accanimento da case history, tanto da meritare la visita del questore di Venezia, Maurizio Masciopinto, quale espressione di piena vicinanza delle forze dell’ordine a tutti i cittadini.

 

Ultimo aggiornamento: 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA