Allarme cocaina tra i giovanissimi, arrivano le mini-dosi per accaparrarsi i baby clienti

Martedì 6 Dicembre 2022 di Fulvio Fenzo
Allarme cocaina tra i giovanissimi nel Veneziano, arrivano le mini-dosi per accaparrarsi baby clienti
1

MESTRE - Non chiamatele più smart drugs, droghe furbe create in laboratorio per aggirare le tabelle delle sostanze proibite in quanto non ancora conosciute. Con quel nome risulterebbero perfino “simpatiche”. «E invece quelle che girano sono vere e proprie “bombe” con principi attivi all’ennesima potenza. Non sono cose che si vedono solo negli Stati Uniti o in Australia: girano anche qui. E le vittime sono anche i giovanissimi ai quali vengono cedute delle “minidosi” di cocaina per accattivarsi nuovi clienti, oppure bimbi ricoverati in terapia intensiva pediatrica per aver ingerito pezzi di cannabis trovati in casa» 
Giampietro Frison, direttore del laboratorio di tossicologia forense dell’Ulss 3 Serenissima, ne ha viste di queste cose. E non (appunto) oltreoceano, ma nel Veneziano. Perché non c’è solo l’eroina gialla che continua a circolare con il rischio di mietere altre vittime in una città come Mestre che vanta un triste primato di morti, ma una miriade di altre sostanze - chiamate Nps, nuove sostanze psicoattive - allo stesso modo pericolose fino ad essere letali. E ieri, nell’auditorium del Padiglione Rama dell’ospedale dell’Angelo, Frison ha riunito esperti nazionali per discutere e confrontarsi su questo fenomeno.


«NESSUNO É ESCLUSO»

«Un fenomeno - sottolinea il direttore del laboratorio dell’Ulss 3 che opera in convenzione con le Procure della Repubblica di Venezia, Treviso, Belluno, Rovigo, Pordenone e Tribunale dei Minorenni di Venezia, più su richiesta di altre Procure in casi specifici - che è internazionale, nazionale e locale. Nessuno è escluso». Le sostanze psicoattive, se non si comprano per strada, vengono ordinate via web. «C’è una diffusione continua e costante di queste nuove sostanze allucinogene o stimolanti - prosegue Giampietro Frison -. Siamo di fronte ad un gruppo estremamente eterogeneo, con migliaia di composti chimici in continuo cambiamento, con molte sostanze non ancora studiate e purtroppo abusate soprattutto dalla popolazione giovanile. I laboratori come il nostro cercando di identificarle, anche per far sì che a livello ospedaliero si possano poi gestire i pazienti che arrivano intossicati. Solo noi, che copriamo buona parte del Veneto, in 10 anni abbiamo identificato 77 nuove molecole di sintesi»


DALL’EROINA AL CRACK
Nel laboratorio dell’Ulss 3 passano quindi le sostanze sequestrate. C’è ancora l’eroina gialla che continua a essere presente sul mercato insieme a quella “tradizionale” «con la differenza dell’altissima concentrazione di principio attivo, fino alla cannabis potenziata che si trova in hashish e marijuana, derivata da ibridazioni genetiche delle piante di partenza, con il principio attivo Thc in percentuali superiori - prosegue il direttore del laboratorio -. Ripeto, stiamo parlando della nostra realtà locale: abbiamo avuto intossicazioni di bambini che avevano assunto sostanze trovate a casa». Cioé? «A livello nazionale si parla di decine di casi, e da noi sono stati due o tre: bambini finiti in coma, nei reparti in terapia intensiva pediatrica, per aver mangiato pezzetti di hashish lasciati in giro per casa, forse pensando che fosse cioccolata. E, se per il corpo di un bimbo queste sostanze sono già pericolosissime, figuriamoci se si tratta di quelle con un alto principio attivo».
Rispetto ai sequestri di Nps, le nuove sostanze psicoattive, la maggior parte deriva da acquisti effettuati on line o “partite” bloccate negli aeroporti: «Parliamo di psicostimolanti, di cannabinoidi sintetici con effetti di 500-600 volte maggiori della cannabis, e molti composti allucinogeni - aggiunge Frison -. Abbiamo analizzato anche dei francobollini con pochi microgrammi di Nps che danno trip allucinogeni che durano qualche ora, oppure composti tipo morfina con un pericolo fortissimo di overdose, in grado di provocare una depressione respiratoria decine di volte più dell’eroina. Il crack? Fa ancora la parte del leone, ma non è nemmeno più una novità. Semmai - conclude - assistiamo al fenomeno delle “minidosi” di cocaina cedute per ragazzini, vendite a prezzi bassi perché in quantità inferiori. Per accattivarsi clienti giovani».

Ultimo aggiornamento: 07:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci