Marta Basso regina di ClubHouse, una veneziana dietro il successo del social vocale

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Davide Tamiello
Marta Basso
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Per tutti ormai è il volto italiano di “clubHouse”, il nuovo social tormentone del momento. Lei è Marta Basso: ha 28 anni, è veneziana di Cannaregio, e ha fondato insieme a due amici il più vasto e seguito gruppo (community) in italiano della piattaforma, Club Italia. Il social, il primo a mettere da parte post e foto per concentrarsi solo sulla voce degli utenti, ha avuto la sua consacrazione all’inizio di febbraio, con l’apertura del canale del fondatore di Tesla e Space X Elon Musk: un ingresso che ha fatto schizzare le richieste e gli accessi alla piattaforma. Come spiega Marta, infatti, anche le modalità di iscrizione sono molto differenti per ora rispetto a Facebook, Instagram, Twitter o TikTok: l’app è scaricabile solo per dispositivi Apple e l’accesso è consentito solo su invito di qualche utente già iscritto. Marta, imprenditrice, laurea a Ca’ Foscari in Economia e Gestione aziendale, ha colto la palla al balzo per investire: il suo, adesso, è il “talk” più seguito e i suoi follower crescono di un migliaio al giorno. Sia chiaro, non lavora per ClubHouse: la sua figura è più simile a quella dell’”influencer”. Un successo che l’ha vista diventare opinionista di riferimento in materia in numerosi programmi di tv e radio nazionali. Ma chi è Marta Basso? «Sono per metà vicentina e per metà veneziana. La mia famiglia è di Cannaregio: ho tatuato l’indirizzo di casa, Cannaregio 299 e la mia cagnolina si chiama Vergola, perché i miei nonni abitavano in Calle del Vergola. Dopo la laurea, ho lavorato in Perù, a Londra e San Francisco, poi sono tornata in Veneto e ho dopo varie esperienze, ho fondato la mia azienda, “Generation Warrior”, che crea contenuti video per i social per le aziende». E poi è arrivato ClubHouse. «Io e due amici, Anamaria Fella e Federico Cecchin, ci abbiamo creduto e abbiamo fondato il club più grande d’Italia che ora ha 4 palinsensti». Ma come funziona ClubHouse? «È un social totalmente audio, come una mega telefonata di gruppo. È come un edificio con molte stanze, si possono creare dei contenuti o entrare nella stanza degli altri. Club Italia è un gruppo di discussione che alla fine è diventato una radio partecipata, con una programmazione dalle 5 del mattino alle 23». Club Italia è nato dieci giorni fa, la community ha poco più di un mese. Perché è il fenomeno del momento? «È la crasi degli altri social. Premia la genuinità, a differenza degli altri che si basano su maschere e apparenza: sulla tua voce non puoi mentire. Ed è il motivo per cui tante celebrità stanno facendo fatica a sfondare: o hai qualcosa da dire, o la gente si stanca». Si accede solo su invito: il fenomeno è talmente in espansione che c’è chi vende gli inviti su Ebay (dai 5 ai dieci euro). «Non conviene, non fatelo: prima o poi qualcuno dei vostri amici ci entrerà e vi inviterà. Per ora è ancora una versione “beta”, sperimentale. È il motivo per cui esiste solo per Iphone. Più avanti sicuramente arriverà una versione per Android». Di cosa si parla? «All’inizio gli argomenti che prendevano di più erano molto tecnici, legati al business digitale. Ma adesso la platea si sta allargando e vedo che hanno preso piede anche i temi del quotidiano: dallo sport al classico “politica e società”». Esistono anche qui gli haters? «Quelli non mancano mai - ride - hanno aperto una stanza apposta per sfottermi. C’è anche chi entra nelle stanze solo per fare “caciara”, per questo è importante il lavoro del moderatore: si entra, si “alza la mano”, e si aspetta il proprio turno per salire sul palco e parlare». Quanto resta collegata una persona, mediamente, per un dibattito? «Mediamente mezz’ora o un’ora, mai meno di 15 minuti comunque, il minimo necessario per capire di cosa si sta parlando». È una moda passeggera o durerà? «Durerà e sono certa che nel giro di un paio d’anni verrà comprata da Google o Facebook». 

 

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