Clima, il livello del mare in Italia salirà da 30 a 80 centimetri entro il 2100: lo studio della Nasa

Venerdì 13 Agosto 2021
Clima, entro il 2100 il livello del mare in Italia salirà da 30 a 80 centimetri: lo studio della Nasa
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Un aumento di oltre mezzo metro entro il 2100. Ma i valori potrebbero essere ancora più alti in caso di incremento nelle emissioni di gas serra. Lungo le coste italiane, il livello del mare sembra destinato a salire nei prossimi anni. Gli scenari stati calcolati sulla mappa della Nasa pubblicata sul Sea Level Portal. La previsione è basata sui dati dell’Ipcc (l’organismo delle Nazioni Unite per la valutazione della scienza relativa al cambiamento climatico) ed è soggetta a variazioni che dipendono dalle città, da eventuali modifiche al modello economico, dagli interventi adottati - o non adottati - per la riduzione delle emissioni. In qualsiasi scenario, comunque, ci sarà comunque un innalzamento del livello delle acque. L’ipotesi più ottimistica è che l’aumento sia di circa 30 centimetri, mentre in quella più pessimistica tra 79 anni si raggiungeranno gli 80 centimetri.

Ma entriamo nei dettagli. Nel 2100 - emerge analizzando la mappa della Nasa - a Venezia l’innalzamento del mare potrebbe essere di 0,41 metri nel caso migliore, mentre in quello peggiore potrebbe raggiungere quota 0,87. Nel 2150 la situazione potrebbe essere ancora più problematica per la città lagunare: le previsioni vanno da 0,61 metri a 1,94 metri. Lo scenario è simile per quanto riguarda la città di Genova: l’innalzamento previsto del mare nel 2100 potrebbe andare da 0,34 metri a 0,80 metri, e nel 2150 da 0,50 a 1,83 metri. A Civitavecchia il livello del mare potrebbe oscillare da 0,30 a 0,79 metri, mentre nel 2150 le stime indicano un aumento compreso fra 0,44 e 1,82 metri. A Palermo il mare potrebbe salire da 0,32 a 0,82 metri nel 2100, e da 0,47 a 1,89 metri nel 2150, mentre a Cagliari potrebbe andare da 0,39 a 0,88 metri nel 2100, e da 0,58 a 1,98 metri nel 20150.

Gli esperti sottolineano che nelle aree costiere dell’Italia l’innalzamento sarà più sensibile rispetto ad altri Paesi, perché il Mediterraneo è una zona dove il cambiamento climatico e l’aumento del livello del mare è più sensibile e rapido. «I parametri globali di crescita dello scioglimento dei ghiacci e dell’innalzamento del livello dei mari sono cresciuti più velocemente rispetto al passato, e se andiamo avanti così si procederà ancora più velocemente», ha spiegato la climatologa del Consiglio nazionale delle ricerche, Marina Baldi.  Il nostro Paese è a rischio anche per le alluvioni. Secondo le stime pubblicate sulla rivista Nature Reviews Earth and Environment dal Centro tedesco di ricerca sulle Bioscienze di Potsdam, entro il 2050 l’impatto delle alluvioni su persone ed economia è destinato triplicare rispetto a quello registrato nel secolo scorso, in cui il bilancio è stato di circa 7 milioni di morti e il danno economico globale valutato in 104 miliardi di dollari.

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Sempre entro il 2050, a seconda dello scenario socio-economico, le perdite umane potrebbero aumentare dal 70% all’83%. Lo scenario non è confortante, spiega ancora la climatologa Baldi: «Negli ultimi decenni c’è stato un aumento degli eventi estremi, sempre più frequenti e intensi. Indubbiamente è migliorato il sistema di allerta, ma con la crescente urbanizzazione il numero di persone esposte, ad esempio alle alluvioni, è cresciuto ed è destinato ad aumentare».

 

Ultimo aggiornamento: 16:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA