Chioggia, passeggia in strada ma inciampa in un tombino e stramazza al suolo. Donna ferita con parecchie lesioni. «Il Comune non risarcirà»

Martedì 29 Novembre 2022 di Roberto Perini
Chioggia, passeggia in strada ma inciampa in un tombino e stramazza al suolo. Donna ferita con parecchie lesioni. «Ma il Comune non risarcirà»
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CHIOGGIA - Il Comune e l'Autorità portuale sono stati citati in giudizio da una malcapitata stramazzata a terra dopo essere incespicata in tombino che, a suo dire, si sarebbe spostato dalla propria sede lasciando aperta una buca sulla pavimentazione. Il fatto è accaduto il 26 maggio di due anni fa, all'Isola dei Saloni, nelle immediate adiacenze del poliambulatorio San Giacomo. Procuratasi parecchie, serie lesioni la donna reclama un risarcimento. Gli enti però, come sempre accade in questi casi, non ne vogliono sapere. Nel caso specifico, preso atto che la compagnia assicuratrice (pur avendo aperto la pratica del sinistro) non intende nominare un legale a difesa dell'ente. Considerato, inoltre, che le parti non sono nel frattempo pervenute ad alcun accordo, l'Amministrazione cittadina ha comunque deciso di resistere. Continua, dunque, lo stillicidio di cause contro il Comune, intentate da persone incespicate nelle buche, cadute dalla bicicletta, oppure scivolate sui gradini. Le continue denunce la dicono comunque assai lunga sulle condizioni in cui versano ancora troppe strade.

Emblematico, il degrado della carreggiata in cubetti di porfido di Fondamenta Canal Lombardo. Si tratta dell'unica strada parallela a Corso del Popolo percorribile durante le ore diurne quando, nel cuore del centro storico, vige la zona a traffico limitato. I sampietrini traballano sotto la pressione degli pneumatici perché, da troppo tempo, nessuno provvede più a colmare gli interstizi fra un cubetto e l'altro con la sabbia ed il pietrisco. Sollevati dalla propria sede dalle ruote dei veicoli, finiscono spesso proiettati verso il marciapiedi, a tutto rischio e pericolo dei passanti. Nel corso degli anni, la situazione è stata oggetto parecchie interpellanze ed interrogazioni.

Lo scorso anno, l'Amministrazione comunale in carica aveva annunciato un intervento. Sinora, però, lungo la riva non si è ancora visto alcun operaio all'opera. La situazione è andata via via degenerando da quando, in seguito alla crisi finanziaria del 2008, col Patto di stabilità, il Governo impose a tutti i Comuni il blocco di tutte le spese rinviabili. Ormai da tempo, però, il regime di massimo rigore risulta di fatto revocato. Desta dunque disappunto che, piuttosto di stringere i tempi delle riparazioni, l'Amministrazione locale continui ad accettare il rischio d'essere chiamata davanti al Giudice. E che, in tutte le occasioni, essa metta in dubbio la versione dei malcapitati.
 

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