Provocazione Cgia: con 3 mesi di lockdown delle piccole aziende evasione azzerata

Sabato 30 Maggio 2020

MESTRE - I 3 mesi di lockdown hanno tagliato l'evasione fiscale del 25%: 27,5 miliardi in meno su un conto totale ormai consolidato intorno ai 110 miliardi di euro. Un risultato però che non arriva grazie al controllo dello Stato ma per effetto della chiusura delle attività economiche: è questa la stima elaborata dall'Ufficio studio della Cgia di Mestre per rispondere provocatoriamente all'accusa «ingiusta» secondo cui il popolo degli evasori sia costituito quasi esclusivamente da lavoratori autonomi, edili, dipintori, idraulici, elettricisti, orafi, parrucchieri, estetisti, baristi, ristoratori, piccoli commercianti.

«Additati da sempre come gli affamatori del popolo, non è da escludere che nei prossimi mesi, quando questa depressione economica sfocerà in una probabile crisi sociale, gli autonomi saranno chiamati a pagare il conto. In attesa che arrivino i soldi del Recovery fund, quasi sicuramente inizierà una campagna contro gli evasori fiscali, con l'obbiettivo di colpire, in modo particolare, gli artigiani, i commercianti e le partite Iva. Le prime avvisaglie ci sono già, visto che autorevoli opinion leader hanno cominciato a invocare la democrazia della ricevuta », spiega il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo che ribadisce la necessità che « l'evasione/elusione vada contrastata ovunque essa si annidi» ma ricorda anche come gli strumenti per combattere chi non versa le imposte ci sono e da molto tempo»

Ultimo aggiornamento: 11:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA