Caro bollette, i parrucchieri riducono i giorni di apertura per risparmiare

Lunedì 5 Dicembre 2022
Caro bollette, i parrucchieri riducono i giorni di apertura per risparmiare

VENEZIA - L'aumento delle bollette si fa sentire anche nei saloni dei parrucchieri, dove oltre a qualche ritocco dei prezzi e rinuncia in più delle clienti a un colore o a una piega, c'è chi decide di non tenere aperto il negozio tutti i giorni. «Si tratta di un servizio evidenza Roberto Bottaro, presidente metropolitano degli acconciatori di Cna che non può fare a meno dell'uso della luce e dell'energia per accendere phon e apparecchiature. Tuttavia, ci sono parrucchieri che hanno deciso di raggruppare all'inizio o alla fine della settimana tutti gli appuntamenti con i clienti, per permettersi di lavorare più ore in alcuni giorni e tenere il negozio chiuso mezza giornata in altri. Possono chiudere il mercoledì o giovedì mattina e prolungare il lavoro nel pomeriggio fino alle 21. Molti acconciatori hanno aumentato i prezzi del 15% sui servizi, ma per fortuna non ci sono colleghi che hanno chiuso».


I RIMEDI
Ottimizzazione del tempo e del personale come soluzione ai rincari energetici è la soluzione adottata da Stefania Tosatto, titolare del Salone 3 Esse di Mogliano. «Gli aumenti non riguardano solo l'energia elettrica afferma -, ma anche il costo dei prodotti acquistati dai fornitori. Per non aumentare il tariffario, sto ottimizzando il tempo tra un cliente e l'altro grazie a una programmazione giornaliera più rigida e senza spazi vuoti». Stefania sta risparmiando anche sull'acqua, grazie all'utilizzo di shampoo e creme che concentrano al minimo il tempo di lavaggio. «Anche per i phon utilizziamo una tecnologia avanzata dice - che permette di asciugare velocemente». Dopo la pandemia si registra un cambiamento delle abitudini delle clienti. «Mentre prima - spiega - venivano una volta alla settimana per la piega, adesso ogni due e preferiscono fare il colore non più una volta al mese, ma anche ogni quattro perché in lockdown molte donne hanno imparato a farsi la tinta in casa». Giorgio Negrisolo gestisce il salone I Ricci Due in Corso del Popolo e anche lui conferma la riduzione della frequenza delle clienti abituali, in media ogni dieci giorni per una piega, per il colore più di 40 giorni. «Per noi sarebbe assurdo chiudere qualche giorno afferma il parrucchiere Cerchiamo di non consumare troppa energia, di non esagerare con le luci, ma nel nostro lavoro è indispensabile accendere la piastra, il casco e ora gli aspiratori solo quando è necessario. Ma ho deciso di spegnere le luci esterne alle 22 anziché alle 24».
In questo contesto Negrisolo interviene anche sul problema dello spaccio in Corso del Popolo, confermando il danno che provoca alla vivibilità. «Per fortuna abbiamo lo zoccolo duro della nostra clientela, oltre a un continuo ricambio - aggiunge - La nostra filosofia è resistere: abbiamo mantenuto tutti i dipendenti e nel periodo natalizio ne contatteremo due a chiamata». La pandemia ha colpito tutti, ma Leo Caporrella, titolare di Leo Top Styling in via Manin, afferma che se In minor numero i clienti non rinunciano alle coccole del parrucchiere. «Anche se non si concedono più il colore ogni mese - osserva -, quando vengono preferiscono acquistare qualche prodotto in più per la cura del capello a casa».
 

Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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