Caro-biglietti, famiglia rinuncia alla gita a Pellestrina: 76 euro per andare e tornare da Chioggia

Martedì 6 Settembre 2022 di Diego Degan
Vaporetto
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PELLESTRINA - Costretti a disdire la cena al ristorante perché il biglietto del vaporetto costa troppo. La disavventura è capitata a una famiglia italiana di turisti che, sabato scorso, avevano deciso di fare una capatina tra Chioggia e Pellestrina. Bellissima la prima («località che visito spesso con piacere!» spiega Elena, la protagonista di questa storia), altrettanto la seconda e rinomata per la cucina locale («volevo cenare in uno dei suoi fantastici ristoranti»).

GITA IN FAMIGLIA
Insomma, una gita di famiglia in stile slow food. Talmente slow che alcune comodità dell'era moderna proprio non si riusciva ad averle. Spiega Elena, infatti, che, con l'intenzione di prendere il vaporetto da Chioggia a Pellestrina, aveva trovato «impossibile acquistare prima i biglietti online sul sito», nonostante Chioggia sia «pubblicizzata anche in America». Poco male. Bastava comprarli all'imbarcadero, con la precauzione, però, di arrivare prima delle 18 perché la biglietteria, a quell'ora, chiude. Oppure al distributore automatico. Ed è qui che Elena arriva, sabato sera, con la famiglia, e si mette in coda per acquistare i biglietti. Ma, racconta, «vengo attratta dalle lamentele di tutti i turisti che facevano notare che un biglietto di sola andata per Pellestrina, a partire dall'1 settembre, (due giorni prima, ndr) era passato da 5 euro a 9,50», praticamente raddoppiato. «Per una famiglia come la mia (quattro persone) aggiunge significa che per andare al ristorante a Pellestrina, oltre al costo della cena, avremmo dovuto aggiungere 76 euro di trasporto, per un viaggio di 10 minuti: una follia!».

DIETRO FRONT
La decisione stata immediata: «Ho dovuto chiamare subito il ristorante (e come me hanno fatto anche altri turisti) per disdire la prenotazione, dato che non potevamo accollarci un tale costo extra». Può essere che alcuni dei turisti penalizzati dal prezzo del trasporto, già che c'erano, abbiano optato per un ristorante chioggiotto (se hanno trovato qualche posto non ancora prenotato), ma non è questo, evidentemente, il punto. «Com'è possibile chiede, infatti, Elena, rivolgendosi alle istituzioni - che venga applicato un tale aumento senza passare per gradi e danneggiando, così, ulteriormente il settore del turismo, già offeso in questi ultimi anni? Ma come faranno a campare le attività turistiche sull'isola se questi sono gli aumenti?». Un problema che va ad aggiungersi a quello del trasporto bici, altro indispensabile componente dello slow tourism e molto richiesto tra Chioggia e Pellestrina, che sta ancora aspettando un servizio dedicato dopo le lunghissime code di questa primavera che avevano scoraggiato centinaia di ciclo turisti.

 

Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 10:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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