​Il console del Bangladesh: «Impossibile inserire carne halal nel menù a scuola»

Lunedì 30 Settembre 2019 di Davide Tamiello
Il console del Bangladesh: «Impossibile inserire carne halal nel menù a scuola»
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MESTRE - «I bengalesi, normalmente, sono molto legati alla loro alimentazione. In Italia, però, non mi risulta ci siano precedenti e credo sia impossibile inserire la carne Halal nei menù scolastici». A tagliar corto sulla questione di un possibile menù religioso alla scuola Giulio Cesare di Mestre è proprio il console onorario veneto del Bangladesh, l'avvocato Gianalberto Basteri Scarpa. «Molti di loro lavorano in ristoranti italiani- continua - ma prediligono la loro cucina, e questo probabilmente si riflette anche nelle scelte a scuola. È una richiesta legittima, è lo stesso tipo di carne che viene utilizzato per i kebab, anche se difficile da esaudire». Anche perché minoranza, nel loro caso, non è proprio la definizione più adatta: tra le comunità di ultimo insediamento (parliamo di 15-20 anni) quella dei bengalesi è sicuramente una delle più numerose con oltre 5.500 persone. «Non è una novità, ci viene chiesto sempre all'inizio dell'anno scolastico che cosa preferiamo per i nostri figli - spiega Kamrul Syed, portavoce  della comunità bengalese a Mestre - c'è chi chiede un menù alternativo per allergie alimentari o intolleranze, chi è vegano e non vuole la carne. Noi abbiamo semplicemente chiesto quali alternative ci fossero al maiale: se possono darci la carne delle nostre macellerie bene, altrimenti continueremo a propendere per il menù vegetariano». Il caso della scuola elementare mestrina ha scatenato reazioni da ogni dove e tutte fortemente contrarie. «Ci opponiamo all'uso di questo tipo di carne nelle scuole - attacca Andrea Marin, responsabile veneziano della Leidaa (Lega italiana difesa animali ambiente)- ribadendo la necessità di una legge per porre un freno alla macellazione rituale, islamica e ebraica, per annullare le eccezioni che fino ad oggi hanno permesso di sgozzare senza stordimento gli animali destinati al macello». «La notizia che in una scuola primaria a Mestre ci sarebbero dei genitori che per i figli pretenderebbero una mensa ad hoc è agghiacciante. Chi viene nel nostro Paese e vuole integrarsi, dovrebbe capire che questo è possibile prima di tutto rispettando le nostre di regole, non le proprie», è la dura presa di posizione della capogruppo in Consiglio regionale di Zaia Presidente, Silvia Rizzotto. In realtà, però, non ci sarebbe proprio nessuna pretesa. «È stata una semplice richiesta di informazioni durante una riunione - precisa la dirigente scolastica, Michela Manente - in cui un papà ha chiesto che alternative ci potessero essere rispetto alla carne. Noi abbiamo semplicemente risposto che di questo si deve occupare il Comune e di provare a inoltrare a loro una richiesta». 
L'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Venezia, Paolo Romor, non chiude le porte a priori e rimanda la decisione al comitato tecnico permanente. «Nel Ctp - spiega - Ulss (responsabile per la parte di tutela della salute), Ames (competente per la fattibilità tecnica, il rispetto di tutte le norme e la sostenibilità ambientale) e rappresentanti dei genitori, regolarmente eletti, valutano qualsiasi proposta.
Compresa eventualmente una con questo contenuto, laddove venisse formalizzata. In ogni caso, da subito, esistono menu che consentono di aggirare il problema».
Davide Tamiello

Ultimo aggiornamento: 15:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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