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Venezia, a rischio il carciofo di Sant'Erasmo: «Sale sulla superficie dei terreni, colpa della siccità»

Martedì 9 Agosto 2022
Venezia, a rischio il carciofo di Sant'Erasmo: «Sale sulla superficie dei terreni, colpa della siccità»

VENEZIA - A rischio il carciofo di Sant'Erasmo: «Sale sulla superficie dei terreni, colpa della siccità». La situazione purtroppo è in continuo peggioramento. A Cavallino Treporti e Sant’ Erasmo, i campi e le coltivazioni soffrono per molteplici fattori legati alle alte temperature e alla totale assenza di pioggia che manca dallo scorso anno scorso. Ci troviamo di fronte ad una emergenza che oltre ai danni sulle coltivazioni in atto avrà ripercussioni sui terreni a lungo termine. Se da un lato le coltivazioni sotto serra sono parzialmente salvate grazie ad una irrigazione di precisione, le elevate temperature stanno creando sia fenomeni di cascola dei fiori e sensibile diminuzione dell'allegagione, sia  proliferazione di insetti come la “tuta absoluta”, un lepidottero che danneggia i frutti in particolare il pomodoro provocandone una ridotta dimensione dei frutti, Inoltre  si assiste a fenomeni di stress idrico con aumento del marciume apicale tanto che la previsione sul pomodoro- sostiene coldiretti - è di un calo produttivo di circa il 30%.

La situazione poi delle isole è estremamente complessa. Pochissimi agricoltori dispongono di acqua per irrigare e la posizione dei terreni immersi nella laguna comporta concentrazioni elevatissime di sale in superficie creando  delle condizioni di incoltivabilità. Anche la coltivazione del carciofo violetto di S. Erasmo desta forti preoccupazioni. 

Dopo una stagione che ha visto un calo produttivo di circa il 30 %, questa ulteriore mancanza di piovosità mette a repentaglio la sopravvivenza degli apparati radicali che in questo periodo dovrebbero iniziare a ricacciare i carducci per la stagione prossima ma di cui non si vede ancora traccia. Ora stanno iniziando i lavori per affrontare i futuri trapianti per le produzioni autunno invernali in condizioni di estrema incertezza.

«Gli agricoltori hanno sempre fatto i conti con il tempo - afferma Michele Borgo presidente di Coldiretti Cavallino Treporti - ma quest’anno stiamo vivendo un incubo, ad appesantire una situazione climatica senza precedenti si aggiunge l'aumento vertiginoso dei costi di produzione, per prima l'energia elettrica che ci permette di irrigare. Oltre il danno la beffa» conclude Borgo.

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