Sequestri alla darsena di Sant'Elena: attività illecita di "boat & breakfast"

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Sequestri alla darsena di Sant'Elena: «Il "boat & breakfast" è abusivo»
I carabinieri del Nucleo natanti e i Finanzieri della Stazione navale del Reparto operativo di Venezia, nella mattinata hanno eseguito il sequestro preventivo della darsena della “Marina di Sant’Elena” e alcune imbarcazioni, di grandi dimensioni, ormeggiate proprio all’interno della struttura. Il provvedimento cautelare trae origine da un'articolata attività di indagine  di verifica dell'attività turistico-ricettiva all’interno della Darsena stessa equestrata dove, con un organizzato sistema di prenotazioni su piattaforme di booking on-line, venivano alloggiati a bordo delle imbarcazioni adattate a veri e propri alberghi-affittacamere, noti come “boat & breakfast”, turisti desiderosi di un soggiorno a contatto con la laguna ma comunque nel centro storico cittadino.

Tale attività ricettivo-alberghiera, dopo accurati accertamenti svolti in seno ad indagini coordinate dal Sostituto Procuratore, Giorgio Gava, della Procura veneziana, si è rivelata completamente abusiva. La darsena infatti, superando i limiti della concessione demaniale che prevede mero servizio di ormeggio protetto e custodito per imbarcazioni da diporto, con la complicità di alcuni proprietari ha allargato tale spettro di attività trasformando numerosi yacht ormeggiati in “hotel galleggianti”, prevedendo anche strutture di supporto a terra, quali area colazioni, docce ed altri locali di servizio, completamente abusivi o difformi dalle concessioni rilasciate.

Per di più, i gestori di diversi “boat & breakfast” permettevano ai clienti di utilizzare i servizi igienici di bordo scaricando le acque reflue direttamente in laguna, senza alcuna autorizzazione.

Ma le violazioni accertate non si limitano all’esercizio abusivo di “hotellerie” ed al danno ambientale. Infatti le norme poste a tutela del paesaggio e a disciplina delle realizzazioni urbanistiche anche in questo caso sono state eluse e quindi il responsabile della darsena nonché i proprietari degli yacht sono stati deferiti per le conseguenti accertate gravi violazioni.
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Mercoledì 3 Luglio 2019, 16:35






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5 di 17 commenti presenti
2019-07-05 11:35:24
Oltre ai proprietari delle barche, che potrebbero pure essere dei prestanome, c'è tutto l'indotto prodotto da un'attività ricettiva illecita di questo tipo... Indotto sicuramente "autoctono" : cambi biancheria, pulizie, breakfast & dinner, ricezione clienti, gestione prenotazioni, accoglienza, etc etc. Tutto cash... Emolumenti e provvigioni. Le "mandorlete" come se dise a Venessia, ciò! Tante mandorle, anca par tasàr ! "It-taliani brava gente"! :-)))
2019-07-05 09:52:00
Questi sono i nomi degli indagati,non cè un solo veneziano,sono tutti campagnoli che sfruttano Venezia e votano per il PD sono quelli che non vogliono pagare la tassa d'ingresso,sono quelli contro i tornelli e contro questa Amministrazione. Venticinque gli indagati, tra proprietari dei 14 yacht-hotel sequestrati e i titolari della darsena. Ecco l’elenco. Stefano e Alvise Costantini (Cavallino) con Gianfranco Adamanti (Caldogno) titolari della Cantiere Celli Srl che gestisce la darsena Marina di Sant’Elena. Eros Scarpa (Favaro), della Finanziaria Arcobaleno proprietaria di Bert (30 metri, bandiera maltese), socio accomandatario della Jolly Terzero sas, con i soci Lorella Fabro (Mestre), Enrico Silvestri, Beatrice Scarpa (Favaro). Matteo Groppo (Mestre) con Freedom (30 metri); Fabrizio Trevisiol (San Donà) proprietario di Sofà II (13 metri); Barbara Zabeo (Chirignago), armatrice di “Cori” (11 metri). I moglianesi Camilla Cecchini ed Enrico Sicuro di Mec, armatrice di Paloroca II (12,20 metri di lunghezza) e con Marina Rossi anche della Licyan Princess (22 metri, Paesi Bassi). Lo jesolano Alessandro Berton di San Marco (goletta di 22 metri). Stefano Naidi (Mogliano) con Eolo 3 (13 metri, bandiera belga); il bellunese Eugenio Miozzo, della Npl armatrice di Acmar (18 metri); i bergamaschi Angelo Giuseppe e Federica Sporchia, Stella Anna Canistro e Vito Santoro, nel cda della Blue Cruise proprietaria di Absolut (21,80 metri); il barese Nicola D’amore, proprietario di Just Holydays (19,66 metri); lo svizzero-americano Christopher Mathieu Boudin De L’Arche proprietario dell’Odysseus (14 metri). Matteo Battan (Cadoneghe) per Caicco Freedom (23 metri); Alberto Tuchtian (Istrana) e Bruno Marsetti (Piove di Sacco) per Mandragola.
2019-07-06 15:22:06
Campagnoli. Lascia stare il resto. CAMPAGNOLI.... Via Venezia dal veneto.
2019-07-04 22:39:23
"Salone Nautico"!!!... G-abina con vista e sciacquone in laguna!!!... Meraviglie d'Italia!... Magna magna... Frecce tricolori... Che furbi sono i veneti... E quando si accorgono, dopo il magna magna, di aver fatto un disastro, piangono!!!... "Piove melma: governo ladro!!!" la Repubblica delle "sole" e dei de-relitti! Zack!!! :-))) Disastro Italia, Venezia cloaca maxima!... Finché dura... Ancora poco!... Amen!
2019-07-05 10:50:20
KSBKSB,si faccia visitare da uno bravo.Dimenticavo non venga a Venezia,non la vogliamo.stia nella sua cloaca.