Sfard-Art & le camicie, dalle gomme alla pittura: «Così personalizzo opere d'arte e capi d'abbigliamento»

Sabato 9 Ottobre 2021
Elisabetta Sfarda e la camicia... Pirelli

VENEZIA - Sfard-Art è lo pseudonimo, la camicia è il punto di partenza del suo percorso artistico, il "marchio di fabbrica". Durante e subito dopo il lockdown ha rinnovato e ampliato il raggio d'azione partecipando anche a iniziative di solidarietà. La giovane artista veneziana Elisabetta Sfarda ha deciso di lasciare il lavoro in ufficio per dedicarsi interamente alle sue creazioni. Ha lavorato per quasi un decennio, come impiegata nello store di un gommista. E ora spiega: «La prima sensazione che si percepisce entrando da un gommista è il classico odore di gomma nuova. Ne sono sempre stata affascinata così come dalla diversità delle dimensioni pur sempre precise e circolari. Ma come artista mi “infastidiva” quel look "all black", tutto nero carbone. Un giorno ho visto in esposizione le gomme "Pirelli P Zero" della nuova edizione con il fianco colorato e ne sono rimasta folgorata. Poi ho visto lo spot di questi modelli che fa risaltare la “diversità” dell'individuo dalla massa e conclude con lo slogan "just keep following your road" ovvero continua a seguire la tua strada».
Ed ecco che anche Sfard-Art prosegue il suo percorso e successivamente realizza un progetto artistico proprio per la nota azienda di pneumatici Pirelli. Un quadro dalla forma circolare, che ne ricorda la sagoma di uno pneumatico, con in centro fissata la camicia aziendale di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing della Pirelli.

A 36 anni ha già all'attivo esposizioni in Italia (Venezia, Roma, Palermo, Jesolo, Bibione) e all'estero (Los Angeles negli Usa) e nonostante le difficoltà create dalla pandemia ha aperto il suo studio d'arte, realizzato il sito e-commerce, e creato un suo brand di abbigliamento dipinto a mano oltre a proseguire con la creazione di opere su tela. Una sua cravatta è anche apparsa di recente al Gf Vip, indossata dal giornalista sportivo Amedeo Goria, uno dei partecipanti all'ultima edizione del programma.

La strada è quindi tracciata per l'artista veneziana che coltiva la passione fin da bambina, dopo averla ereditata dal nonno e dalla mamma, anche loro creativi ma che dipingevano soltanto per hobby. «In realtà ho sempre dipinto. Da un decennio però ho iniziato a concentrarmi, seguendo alcuni corsi di pittura e occupando tutti i weekend liberi e la sera a sperimentare la mia creatività con diverse tecniche, dal disegno a matita, all'acquerello, alla pittura a olio, fino ad approdare all'acrilico, tecnica che oggi segna il mio tratto distintivo».

La scelta delle camicie come si spiega? 
«Sono il capo d'abbigliamento per eccellenza, per me un oggetto rituale dotato di forte carica affettiva. E io uso camicie di riciclo che le persone mi regalano: lo faccio perché credo nel rispetto dell’ambiente come necessità, ma soprattutto perché ogni camicia ha un valore affettivo e personale molto forte. La camicia è la rappresentazione della persona. Io fisso, irrigidisco e dipingo, nella superficie bi-dimensionale della tela, camicie nelle quali si riflettono storie personali e collettive, percorsi di vita sia storicamente vissuti che immaginati».



 

Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 21:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA