Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

San Donà, rinasce il calcio con la fusione: addio allo stadio Zanutto, il futuro al Davanzo

Giovedì 30 Giugno 2022 di Davide De Bortoli e Paolo Calia
La presentazione della fusione

SAN DONÀ - Ieri l'accordo ufficiale, il prossimo anno la fusione: così rinasce il calcio a San Donà. Tante facce sorridenti ieri mattina in sala consiliare per la presentazione dell'accordo tra i presidenti Ivan Siciliotto del Sandonà 1922 e Daniele Dorigo del Calcio San Donà, il sindaco Andrea Cereser che ha indicato il percorso da seguire, con il Comune che funge da garante del sodalizio che porterà a gestire un settore giovanile con circa 600 ragazzi, il più grande della zona. In questo campionato non ci sarà una fusione: Siciliotto continuerà a occuparsi della prima squadra in Eccellenza, Dorigo del settore giovanile, con una suddivisione interna delle varie annate a cui i due presidenti stanno lavorando, anche se l'obiettivo resta la fusione.

NODO STADIO
A spingere in questa direzione anche la dismissione dello stadio Zanutto, per cui già da questa stagione una parte del campionato potrebbe essere giocata al centro sportivo Davanzo, che va rimodernato. «Lo stadio del futuro è il Davanzo - ha spiegato il presidente Dorigo -. È una giornata storica per il calcio: l'obiettivo è creare un'unica società per la prossima stagione 2023-24. Il socio di maggioranza sarà il Comune, che rappresenta tutta la comunità. Per il prossimo anno studieremo la nuova denominazione sociale, ma il nome di San Donà sarà mantenuto». «Conosciamo bene i passi da compiere ha aggiunto Siciliotto Vogliamo valorizzare il settore giovanile e continuare a portare avanti le squadre della zona».

COMUNE
«Il Sandonà era stato fondato nel 1922, voluto dall'allora sindaco Celeste Bastianetto ha precisato Cereser Dopo cento anni la prospettiva di un tagliando ci carica di responsabilità. L'impegno è fare qualcosa di significativo e non ci speravo viste le vicissitudini degli ultimi anni. Un progetto condiviso significa non lavorare a caso, e in modo sostenibile. Guardando alla dimensione educativa lo sport sta salvando molti ragazzi e ragazze in questi mesi. Per le imprese si tratta di un investimento, con un ritorno sociale dato da cittadini che rispettano le regole e gli avversari. Il Comune farà la sua parte per valorizzare gli spazi». «Finalmente si è trovata l'intesa - commenta l'assessore allo Sport Stefano Serafin - È un passaggio fondamentale, abbiamo insistito perché la nuova società possa nascere con una visione manageriale, aspetto importante per garantire un salto di qualità».

FONDATORI
A far parte del nuovo sodalizio sono altri quattro soci fondatori: gli imprenditori Franco Marcati, già sostenitore del calcio Don Bosco e del Pordenone, Diego Sandrin, titolare della Rosa micromeccanica e sponsor del Sandonà, Simone Bonazza del Gruppo Bonazza, leader nella produzione di salumi in Veneto, e Alessandro Botter, della nota casa vinicola e già responsabile del calcio Fossalta, che diverrà team-satellite del nuovo sodalizio. «L'educazione dei giovani è un tasto che ci sta a cuore - ha commentato Sandrin -. Confido che il Comune tenga conto che il nostro sforzo è volto anche a questo». L'importanza di lavorare dalle fondamenta nei prossimi sei-otto mesi è stato sottolineato da Botter e Marcati, secondo quest'ultimo «il percorso è fatto di tante sconfitte. Ma c'è la necessità di una struttura che possa accogliere un progetto di un certo tipo che possa dare continuità e sviluppo per la città. Si parte dalle fondamenta: un gruppo di persone che metta tempo, denaro e, in modo indipendente dai successi sportivi si adopera per un interesse sociale». «È un po' che aspettavamo questo modo di fare calcio - ha commentato Roberto Mamerti -, vice presidente del comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti. L'istituzione che rappresento vede con favore le fusioni tra società e squadre quando creano delle basi più solide».
 

Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci