Caccia, stagione dimezzata in Veneto. Il Tar: si passa da 45 a 27 giorni

Sabato 24 Settembre 2022 di Alda Vanzan
Caccia, stagione dimezzata in Veneto. Il Tar: si passa da 45 a 27 giorni
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VENEZIA - La Lac, Lega per l'abolizione della caccia, batte al Tar la Regione Veneto e le associazioni venatorie (Federcaccia, Ente produttori selvaggina, Arcicaccia, Associazione dei migratoristi) che si erano schierate al fianco di Palazzo Balbi. Ieri la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale, con l'ordinanza 798/2022, ha accolto infatti il ricorso presentato dalla Lac disponendo la sospensione di alcune importanti parti del calendario venatorio emanato lo scorso 2 agosto. In particolare: per tutto il restante mese di settembre non si potranno cacciare 19 specie di uccelli e sono state inoltre sospese due giornate aggiuntive di caccia nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 30 novembre per le specie migratorie.


La trattazione di merito del ricorso è fissata per il 30 novembre, ma nel frattempo i cacciatori dovranno appendere al chiodo i fucili. I giudici amministrativi (presidente Maddalena Filippi, Nicola Bardino e Filippo Dallari) hanno sottolineato che l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) si è espressa in senso negativo sia in ordine all'apertura della caccia al 18 settembre per alcune specie che per la concessione delle giornate aggiuntive, mentre le argomentazioni della Regione sono state giudicate non idonee né convincenti.

Uccelli che non si possono cacciare

Il Tar del Veneto ha disposto la sospensione del calendario venatorio prima dell'1 ottobre per queste specie: Beccaccia, Germano reale, Folaga, Gallinella d'acqua, Alzavola, Mestolone, Canapiglia, Porciglione, Fischione, Codone, Marzaiola, Beccaccino, Frullino, Tordo bottaccio, Cesena, Tordo sassello, Starna, Fagiano e Quaglia. Sospese inoltre due giornate aggiuntive di caccia nel periodo 1 ottobre - 30 novembre per le specie migratorie.


LE REAZIONI
La Lac, rappresentata dall'avvocato Claudio Linzola di Milano, ha espresso «soddisfazione per questo primo importante risultato a tutela del nostro patrimonio faunistico, provato dalla grave siccità estiva ed assoggettato ad una pesante pressione venatoria in Veneto».
«Una vittoria della legalità», ha esultato il consigliere regionale del Pd e ferreo ambientalista, Andrea Zanoni: «Una vera e propria bomba perché viene bloccata anche la caccia al fagiano fino al 1° ottobre, una caccia praticata dal 95% dei cacciatori veneti. Ciliegina sulla torta il Tar ha ridotto drasticamente le giornate settimanali di caccia agli uccelli migratori, da 5 a 3, che sono ben 26 specie, nel periodo 1 ottobre - 30 novembre. Si tratta di una riduzione da 45 a 27 giornate complessive. Questi numeri si traducono in centinaia di migliaia di uccelli migratori che vengono salvati dal piombo dei cacciatori veneti». Quindi l'attacco al governatore: «Zaia - ha detto Zanoni - continua a scrivere il calendario venatorio sotto dettatura del suo paesano Giampiero Possamai, consigliere regionale della Lega e presidente di Federcaccia Veneto, senza preoccuparsi delle leggi e dei cambiamenti climatici che minacciano la fauna selvatica, e questi sono i risultati».


CARTE BOLLATE
Lo stop del Tribunale amministrativo regionale è stato commentato dalla Regione con uno stringato comunicato stampa, in cui annuncia di non fermarsi: la battaglia sarà a colpi di carte bollate. «Siamo profondamente delusi della ordinanza del Tar che non tiene minimamente conto di tutte le argomentazioni portate a supporto del calendario venatorio ha detto l'assessore alla Caccia della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari - e che ha accolto completamente il parere dell'Ispra. Ricordo che la norma nazionale prevede che il parere dell'Ispra sia parere consultivo e non vincolante. Impugneremo in ogni sede idonea questo provvedimento, certi della fondatezza del nostro calendario».
 

Ultimo aggiornamento: 11:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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