Venezia. Il sindaco Brugnaro: «Ristori, Mose, grandi navi: ecco cosa chiedo a Draghi»

Domenica 7 Febbraio 2021 di Alda Vanzan
Il sindaco Brugnaro: «Ristori, Mose, grandi navi: ecco cosa chiedo a Draghi»
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Perfino il cuoricino rosso. Quando si è saputo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva incaricato il professor Mario Draghi di formare un nuovo governo, il sindaco di Venezia su Twitter non ha trattenuto l’entusiasmo: cinque battimani, poi altri quattro, due punti esclamativi, il tricolore, un cuore. E poi dicono che Luigi Brugnaro è espansivo.


Sindaco Brugnaro, non serve neanche chiederglielo: lei è più che soddisfatto dell’incarico all’ex presidente della Bce.
«Draghi va benissimo, ma nessun trionfalismo. La cosa importante è che ci sia voglia di collaborare. Io sono pronto a collaborare con Draghi se come spero formerà il governo e con ministri capaci e competenti».
Quelli del governo giallo-rosso e prima ancora del giallo-verde non lo erano?
«Alcuni. Franceschini, Lamorgese, lo stesso ex premier Conte li promuovo. Altri, come Toninelli, De Micheli, Costa, non si sono dimostrati all’altezza».

In questa vicenda che voto dà a Renzi?
«Al di là della simpatia o antipatia che può suscitare, va riconosciuto che è stato lui a cambiare le carte in tavola. Se non fosse stato per lui saremmo restati in quella melma lì. Ma il più grande merito va al Capo dello Stato, ha costruito le condizioni perché Draghi accettasse l'incarico».


Per lei, tutti dentro o no?
«Io farei un governo tecnico, la più larga compagine possibile perché questo è quello che chiede il Paese, gli italiani hanno bisogno dei vaccini, di un piano serio per affrontare la crisi economica. Ora c'è bisogno di una grande alleanza in Parlamento. Non so come finirà, ma mi piacerebbe che Salvini, che con Giorgetti e Zaia sta compiendo un gesto di grande intelligenza politica, partecipasse, direttamente o indirettamente cambia poco. Vale anche per Giorgia Meloni, che comunque non si è tirata fuori del tutto. Io vedo una grande prospettiva per il centrodestra».


La ricomparsa di Beppe Grillo?
«Animi il 32% degli italiani e poi li abbandoni per anni? È da irresponsabili quello che ha fatto, adesso cerca di recuperare, di ricucire nel M5s, ma non ne esce bene».


Ammesso che si formi ed ottenga la fiducia, cosa chiede al governo Draghi?
«Intanto ministri di alto profilo. Non mi interessa se politici o tecnici, io voglio relazionarmi seriamente con persone competenti e capaci cui offro la massima collaborazione per realizzare le cose».


Priorità per Venezia. Al primo posto?
«Chiedo immediatamente il rifinanziamento della legge speciale, 150 milioni all'anno per dieci anni. Sottolineo che il consiglio comunale ha approvato in merito una mozione all'unanimità. Unanimità, capite? Qui si tratta di rifinanziare anche i progetti dei privati, mi riferisco agli inpianti delle case che si stanno depauperando».


Acqua Granda del novembre 2019, pandemia dal febbraio 2020. I turisti sono scomparsi, l'economia è ferma. Cosa chiede al governo?
«Una misura particolare per un ristoro qualificato rispetto alla strategia della filiera turistica di Venezia che va dal mondo della ricettività a quello delle tante persone collegate in vario persone allo spettacolo e alla cultura, includendo anche un intervento per i trasporti lagunari».


Sta chiedendo ristori diversi da quelli per le altre città. Perché?
«Perché a Roma non hanno capito una cosa, hanno previsto ristori uguali a tutti gli altri, ma Venezia ha costi altissimi, i nostri conti stavano in piedi con i turisti. L'azienda di trasporti Actv ha avuto minori incassi per oltre 80 milioni di euro nel 2020 e nel 2021 la previsione è di meno 60 milioni. Ma lo capite o no che la gente abita nelle isole e che dei battelli c'è bisogno? Il turismo tornerà, ne sono certo, ma nell'attesa non si può disperdere un patrimonio pubblico. E non dimentichiamo che ci sono anche i trasporti privati».


Di che cifre sta parlando?
«Io ho detto quali sono le perdite per Actv. Semmai ci dicano quelli del governo uscente come hanno speso 150 miliardi. Dove li hanno messi? Dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, si sono mangiati anche il tonno?».


Capitolo Mose, i soldi per far alzare le paratoie ci sono o non ci sono?
«Ci sono e non ci sono. Serve un provvedimento urgentissimo e immediato per liquidare le risorse al commissario del Mose: 500 milioni di euro che il precedente governo non è riuscito a scrivere in un emendamento, è per quello che il commissario Miani non sta firmando per pagare le imprese. Serve una norma per girare i 500 milioni, che ci sono, al commissario, ma questi qui non sono neanche riusciti a scrivere un emendamento, gliel'hanno dichiarato inammissibile».


Il ministro uscente De Micheli ha detto che arriveranno 40 milioni per Venezia e i Comuni della Gronda. Non va bene così?
«Intanto i milioni dovevano essere 60, di cui 45 per Venezia, ma ci sono stati scippati dal senatore Ferrazzi che con un emendamento li ha fatto girare al Provveditorato. Adesso dicono che ci danno 40 milioni? Bene, dove sono? Dov'è il provvedimento che li stanzia?».


Protocollo fanghi, che fine ha fatto?
«Chiuso nelle segrete stanze del ministero dell'Ambiente. Ci dicono: è pronto. Sottolineo che ci serve per poter pulire i canali di Venezia, ma dov'è? E sempre a proposito del ministero dell'Ambiente: dove sono i 157 milioni per i marginamenti e le bonifiche a Marghera? Il ministro Costa ha detto di aver firmato i provvedimenti: dove sono? E vogliamo parlare delle grandi navi? Avevamo detto basta passaggi davanti a San Marco, il ministro è sparito, intanto il porto è in ginocchio».


Recovery Fund, sul piatto ci sono 222 miliardi. Venezia cosa si aspetta?
«Venezia si aspetta prima di tutto una interlocuzione che finora non c'è stata. Rispondendo a una sollecitazione di Anci, come Città Metropolitana abbiamo presentato una lista di progetti per 3,7 miliardi, ovviamente una lista di sogni, ma siccome è tutta roba che va realizzata entro il 2026, vogliamo parlarne o no?».


Non pensa che il nuovo governo dovrà mettere mano alle grandi riforme prima dei sogni dei Comuni?
«E io rilancio: nelle grandi riforme non possono esserci solo la giustizia e la scuola. Deve esserci l'autonomia. L'autonomia del Veneto, l'autonomia dei territori».

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA