Boom di prenotazioni per i vaccini: in 48 ore le dosi di due settimane

Lunedì 20 Settembre 2021 di Alvise Sperandio
vaccini al Palaexpo

VENEZIA - Duemiladuecento richieste in due giorni. È boom di prenotazioni per il vaccino anti-Covid, chiaro effetto dell’estensione dell’obbligo del Green pass decisa mercoledì dal governo e in vigore dal prossimo 15 ottobre. Si tratta di un numero altissimo, considerando che nelle ultime settimane, prima che fosse introdotta questa novità, non si andava oltre i 100, massimo 200 appuntamenti a giornata: poca, pochissima roba rispetto a quanto era avvenuto nei mesi addietro, tanto che adesso nel fine settimana, proprio per carenza di domanda, i centri vaccinali restano chiusi (ieri era aperto solo l’Aspo al porto di Chioggia).
EFFETTO GREEN PASS
Si è, insomma, di fronte a una svolta. Adesso che senza certificato verde sul posto di lavoro si rischia una sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro, molti di coloro che ancora non avevano aderito alla profilassi, si sono decisi a farlo, prodigandosi per fissare al più presto la propria somministrazione onde evitare di farsi trovare “fuorilegge” quando sarà il momento. Una preoccupazione che sembra affacciarsi soprattutto nel comparto pubblico dove, a quanto si apprende nelle ultime ore, molti enti sembrano propensi a installare nuovi termoscanner agli ingressi delle sedi e degli uffici, capaci non solo di verificare la temperatura corporea, ma anche dotati del sistema necessario a scaricare il Green pass, avvicinandovi lo smartphone, in modo da autorizzare o meno l’ingresso. Più attendismo ci sarebbe, invece, sul fronte del privato, dove non è straordinario registrare situazioni in cui i dipendenti sono già tutti “greenpassati”, in regola con quanto previsto dalla normativa. Ovviamente senza controlli il provvedimento rischia di perdere di effettività.
Certo è che negli ultimi giorni quel che prima andava a rilento ora ha avuto una forte accelerazione, segno che il governo sta centrando l’obiettivo: allargare la platea vaccinata, sulla popolazione eleggibile (sopra i 12 anni), per rafforzare la copertura e avvicinarsi sempre di più a una situazione simile all’immunità di gregge che permette di proteggere anche chi non vuole e chi non può vaccinarsi.
LA PAROLA DELL’ULSS
«Il provvedimento adottato dal governo sta facendo vedere subito i suoi effetti anche nella nostra Ulss 3 Serenissima. Nell’arco di due giorni, venerdì e sabato, si sono presentate 2.200 persone, mentre nelle ultime settimane erano 100-200 al giorno. In altre parole: in due giorni abbiamo fatto quello che si faceva in due settimane», afferma Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione e commissario della campagna vaccinale, che tutti i giorni è lì a monitorare l’andamento, i numeri e le cifre ufficiali. Il proposito, d’altronde, è vaccinare più persone possibili: l’appello viene ripetuto incessantemente dall’azienda sanitaria, che confida in ulteriori miglioramenti grazie all’estensione del Green pass, dopo una fase di sostanziale stanca che non ha visto smuoversi quella fetta di popolazione che di vaccinarsi non ci sente, tra contrari assoluti (sono i no-vax convinti) e i dubbiosi che tergiversano in attesa di capire qualcosa in più.
«Tra i 20 e i 60 anni, cioè nella fascia d’età lavorativa, sono ancora circa 65mila le persone non ancora vaccinate, pari a poco più del 20%», spiega Sbrogiò, aggiungendo che «tra i 30 e i 39 anni, invece, sette su dieci sono vaccinate, ma tre no: le aspettiamo».
LA SCUOLA
Per quanto riguarda, nello specifico, la scuola ripartita in presenza per tutti da una settimana, «sta andando molto bene: il personale vaccinato è al 95%, molto vicino alla totalità. E benissimo stanno andando gli studenti, con uno stratosferico 89% tra i 19enni. I ragazzi più grandi, delle superiori, sono sull’80%, quelli delle medie attorno al 50%. Speriamo di recuperare chi ancora non si è vaccinato per mettere in sicurezza il mondo dell’istruzione».

Ultimo aggiornamento: 07:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento