McGregor illumina il Festival internazionale della Danza: 100 artisti in 10 giorni

Giovedì 22 Luglio 2021
Germaine Acogny, Leone d'oro alla carriera

VENEZIA -  Al suo primo anno di direzione, Wayne McGregor illumina con il 15. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (da domani al 1 agosto) la complessità, l’ampiezza, la “trasformabilità” di una disciplina in continuo rinnovamento e che concorre agli sviluppi dell’arte contemporanea.

La mappa della Biennale Danza 2021 si articola in sette passi/tempi: gli spettacoli dal vivo con coreografi e compagnie da tutto il mondo, le installazioni all’insegna del multilinguismo, le nuove energie di Biennale College, la ricca produzione di opere filmate, le collaborazioni fra discipline, le conversazioni con gli artisti e le commissioni di nuova danza. 10 giorni di attività con oltre 100 artisti, tutte prime per l’Italia, due prime mondiali e una prima europea.

La mostra

Al Portego di Cà Giustinian, sede della Biennale a Venezia, è stata inaugurata il 22 luglio la mostra «Il corpo è un documento dell'oggi - Omaggio a Ismael Ivo», che Wayne McGregor, direttore del settore Danza, propone in pre-apertura del 15/o Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia. La mostra presenta filmati, fotografie, manifesti, cataloghi, testi, articoli - provenienti dall'Archivio Storico - che raccontano gli anni di Ismael Ivo alla Biennale Danza: dalla sua prima apparizione nel 2002 con l'assolo Mapplethorpe alla direzione lunga otto anni - dal 2005 al 2012 - attraverso festival dai titoli fulminanti uniti all'attività pedagogica dell'Arsenale della Danza. I materiali sono stati selezionati da Wayne McGregor, che si è avvalso dell'assistenza di Elisa Guzzo Vaccarino e dell'Archivio Storico della Biennale di Venezia.

Il presidente

«La mostra dedicata a Ismael Ivo che inaugura la Biennale Danza 2021 - afferma Roberto Cicutto, presidente della Biennale di Venezia - non intende solo celebrare un direttore che molto ha dato alla Biennale di Venezia e a questa disciplina, portando la sua carica innovativa e la sua visione, ma testimonia anche come i contenuti offerti dai curatori nelle loro Mostre e Festival sopravvivano ai confini temporali di questi eventi e addirittura, come in questo caso, a quelli delle loro vite terrene». «La testimonianza documentale che, attraverso l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee, La Biennale riesce a offrire, come dimostrato l'anno scorso con la mostra Le muse inquiete - ha aggiunto -. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, ha proprio questa funzione. Siamo orgogliosi che oggi il materiale raccolto in questa Mostra ci faccia sentire la presenza di Ismael Ivo, recentemente scomparso, e ponga il suo lavoro all'attenzione di chi saprà appropriarsene e di chi vorrà divulgarlo».

In scena

Josef Nadj con otto danzatori provenienti da diversi Paesi dell’Africa; Hervé Koubi, coreografo franco-algerino con la sua compagnia multietnica e la vocalist ebreo-egiziana Natacha Atlas; Marco D’Agostin dall’Italia; le statunitensi Pam Tanowitz - danzatrice e coreografa - e Simone Dinnerstein, pianista, accompagnate dalla Pam Tanowitz Dance; Olivier de Sagazan, artista francese di Brazaville; la danzatrice basca Iratxe Ansa che con l’italiano Igor Bacovich forma Metamorphosis, di stanza a Madrid; Rone, campione della scena elettronica francese, insieme al collettivo artistico (La)Horde, con Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel da un anno alla testa del Ballet National de Marseille; Oona Doherty dall’Irlanda del Nord e Germaine Acogny dal Senegal. Sono gli artisti di una scena dal vivo senza confini, ricca di forme e contenuti del mondo. (Tutto il programma sul sito web della Biennale di Venezia www.labiennale.org)

 

Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA