Battaglia di Lepanto fuochi nel crepuscolo, è il primo volume della serie

Sabato 17 Ottobre 2020 di Alessandro Marzo Magno

Comincia con Lepanto la serie di 4 volumi Le grandi battaglie della Serenissima che per 4 settimane, saranno messi in vendita al prezzo di 7,90 euro più il quotidiano. Il libro, scritto da Federico Moro, autore di parecchi lavori di storia militare, si intitola Lepanto, fuochi nel crepuscolo. Venezia e gli ottomani 1416-1571, edito in collaborazione con la goriziana Leg. Lepanto è la battaglia navale più famosa e più grandiosa combattuta dai veneziani contro gli ottomani. Certo, i veneziani non erano soli, facevano parte della Lega Santa, promossa dal papa e che aveva la Spagna come altra potenza di riferimento. Ma i veneziani da soli contavano metà della flotta cristiana: 109 galee su 209 e le 6 galeazze, una sorta di antenate delle corazzate, irte di artiglierie che, grazie alla tecnica messa a punto dall'armeno Antonio Surian, ruotavano su se stesse a forza di remi avendo in questo modo sempre un lato pronto a far fuoco. L'esito è così descritto da Moro: la vittoria è formidabile e resa evidente dalle cifre: i cristiani hanno 8.000 caduti, 21.000 feriti e dieci galee affondate con una sola rimasta in mani nemiche; gli ottomani 30.000 caduti, 3.000 prigionieri, 15.000 schiavi cristiani liberati, 170 galee affondate o catturate.
Peccato però che la vittoria del 7 ottobre 1571 non sia servita a perseguire lo scopo per cui la Lega Santa era stata creata: evitare la conquista ottomana di Cipro ai danni dei veneziani. Due mesi prima, il 17 agosto, era caduta Famagosta e Marcantonio Bragadin, il comandante veneziano, era stato spellato vivo. Ma la flotta cristiana mai si impegnerà per riprendere l'isola ai turchi.


L'OPERA
Il libro di Federico Moro, comunque, si occupa di Lepanto, ma non è su Lepanto. La gran bataja non è che un episodio della lunga contrapposizione tra veneziani e ottomani perché si comincia nel 1416 con la battaglia di Gallipoli e si passa attraverso la Prima (1463-79), la Seconda (1499-1503) e la Terza (1537-40) per giungere alla Quarta Guerra Veneto-Ottomana, o Guerra di Cipro. Nel volume sono considerate tutte di pari importanza, in quanto marcano il progressivo slittamento di Venezia dal ruolo di grande potenza a quello di potenza ragionale. Così come la sua flotta cessa di essere egemone nel Mediterraneo, per diventare una marina di secondo livello, con conseguente perdita di potere marittimo e relativo dominio del mare.
Il XVI secolo è decisivo per Venezia: è il secolo in cui dovrebbe contrastare la circumnavigazione dell'Africa da parte dei portoghesi e la rottura del monopolio nel commercio delle spezie, dovrebbe prendere atto della scoperta dell'America (avvenimento che i veneziani di allora non avevano compreso appieno) e consolidare le conquiste in terraferma. Non era un segreto per nessuno che il leone alato voleva volare su Milano. Ma l'impegno navale contro gli ottomani impedisce ai veneziani di impegnare ulteriori risorse nelle campagne militari terrestri.
Scrive Moro: «La lotta con i padisha ottomani, imponendo l'urgenza di proteggere le vie marittime a largo raggio e la difesa dello stato da Mar, impedisce a Venezia di sviluppare appieno la spinta strategica in Italia e quindi di acquisire la taglia territoriale e demografica necessaria al rango di grande potenza. Si tratta, quindi, dello snodo chiave della storia della repubblica». Il libro è anche corredato di un interessante apparto iconografico che ci permette di salire a bordo del naviglio veneziano e ottomano, di vedere come fossero abbigliati gli ufficiali e gli altri membri dell'equipaggio, ci mostra i luoghi dove gli scontri navali sono avvenuti, le varie tipologie di legni (sottili: galee, tondi: navi).
 

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA