Barriere in vetro per salvare la Basilica. Tesserin: «Questa volta ci siamo, è una soddisfazione»

Martedì 24 Agosto 2021 di Michele Fullin
I cantieri davanti alla Basilica di San marco
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VENEZIA - I primi materiali sono arrivati la scorsa notte: molte transenne metalliche e poco altro. Il piccolo spazio recintato davanti al palazzo patriarcale è il simbolo che qualcosa si è mosso e che finalmente il cantiere per la messa in sicurezza della Basilica sta per partire. Nessuna cerimonia, per carità, dopo tre anni di ritardi, ma comunque il Primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, ha voluto essere presente, così come l'ingegner Francesco Sorrentino del Provveditorato alle Opere pubbliche e il titolare dell'impresa che si è aggiudicata i lavori, Renzo Rossi.
Tempo qualche giorno e l'arrivo dei materiali sarà più massiccio e soprattutto gli operai cominceranno a delimitare l'area della lavorazione e a rimuovere i masegni per realizzare la piccola fondazione nella quale poi saranno posizionate le barriere in vetro previste dal progetto. Fondazioni che dovranno garantire stabilità e anche una certa tenuta dalle infiltrazioni di acqua.


PROBLEMI SUPERATI

Sono stati persi tre anni, ora finalmente il tempo delle scartoffie è stato superato: il Provveditorato ha firmato il contratto con il Consorzio Venezia Nuova e l'affidamento alle imprese dovrebbe essere stato dato ieri pomeriggio, o al più tardi questa mattina. Le lastre in vetro saranno realizzate da un soggetto che deve essere ancora individuato, ma secondo i tecnici, tutto questo non comporterà molto tempo e l'idea è di chiudere tutto in quattro mesi. Mediamente, gli elementi in vetro saranno spessi tre centimetri e avranno un'altezza di 130. La lunghezza di ciascuno sarà sui 5-6 metri, ma ci saranno dei tratti anche più brevi, dove ci sono gli angoli e dove saranno ricavate le aperture per consentire ai visitatori comunque di passare nei giorni in cui l'acqua alta darà tregua.

LA PIAZZA ASPETTA

Le barriere sono una sorta di provvedimento di emergenza che non sarebbe stato necessario se il progetto di rialzo completo di piazza San Marco fosse stato attuato. Non essendo ancora cominciato, è facile prevedere che le barriere in vetro circonderanno la Basilica per almeno i prossimi 3 anni.
«Sembra che stavolta ci siamo - commenta il Primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin - è una soddisfazione, ma legata purtroppo ai tempi: abbiamo bruciato tre anni, vorremmo ora bruciare i prossimi tre mesi, perché l'impegno sarebbe quello di poter tenere il Concerto di Natale e celebrare l'avvenuta messa in sicurezza della Basilica. Perché non esiste una ripresa di Venezia senza una Basilica in piena efficienza. Noi ci stiamo lavorando dal primo giorno dell'ultima acqua alta e sappiamo quanto c'è da fare. Questo inizio ci carica di entusiasmo, che vorremmo trasferire anche alla collettività. Dobbiamo dare un segnale di quello che è Venezia e quindi anche San Marco per i giorni a venire, ma anche per gli anni e secoli. Le ditte sono venute a prendere visione del cantiere e non possiamo che essere fiduciosi. Una fiducia molto pressante: non molleremo neanche un giorno perché riteniamo di essere ben edotti che i mesi di ottobre e novembre sono i peggiori. Avremo le acque alte ci saranno difficoltà e questo deve farci correre ancora di più».


Per il rialzo della piazza, invece bisognerà aspettare ancora anni.
«Credo che la messa in sicurezza della Basilica fortunatamente resti fuori da altre considerazioni - conclude - È chiaro però che abbiamo la necessità di trovare i punti giusti di equilibrio tra la chiusura della piazza e la chiusura del Mose. Serve una soluzione che rispetti tutti e il rialzo della piazza deve essere fatto il più rapidamente possibile. Per quanto tempo la piazza sarà allagata se il Mose chiuderà a 130?».
 

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